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Primavera di Praga e simbolo di protesta: cantautore e poeta Karel Kryl

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Karel Kryl nasce il 12 aprile 1944 a Kroměříž, nella Cecoslovacchia invasa dalla Germania nazista (ora Repubblica Ceca).  Suo padre era proprietario di una piccola tipografia, che fu confiscata alla famiglia nel 1948 in seguito al colpo di stato comunista avvenuto in quell’anno. Kryl voleva diventare un vasaio, per questo dal 1958 al 1962 studia e si diploma presso una scuola specializzata in ceramiche, solo successivamente deciderà di prendere la strada della musica e della poesia. Nel 1968 Kryl si trasferisce a Praga per lavorare alla Televisione Cecoslovacca. Nel tempo libero suona le sue canzoni in numerosi piccoli locali.

Dopo che il 21 agosto 1968 le forze del Patto di Varsavia invasero la Cecoslovacchia per reprimere il movimento riformista della Primavera di Praga, Kryl rilascia il suo album Bratříčku, zavírej vrátka (Fratellino, chiudi la porta).

Le canzoni dell’album descrivono la sua percezione della disumanità del regime ed il suo punto di vista riguardo alla vita sotto le regole del comunismo. L’album viene pubblicato all’inizio del 1969 e dopo breve tempo censurato e rimosso dagli scaffali.

Nel 1969 Kryl lascia la Cecoslovacchia per partecipare ad un festival musicale a Dommershausen, nella Germania Ovest. Sapendo che se fosse tornato in patria sarebbe stato incarcerato, decide di chiedere asilo politico e di restare. Durante la maggior parte del tempo trascorso in esilio, Kryl lavora per Radio Free Europe e pubblica diversi album, contenenti brani cantati non solo in ceco, ma anche in polacco e tedesco. Molte delle canzoni da lui scritte in questo periodo, in patria diventeranno icone e simboli di protesta. 

Nel novembre del 1989, durante la Rivoluzione di velluto, Kryl torna in Cecoslovacchia per assistere al funerale di sua madre. Nonostante un iniziale entusiasmo per la nuova situazione del suo paese, rimane poi deluso dalla trasformazione della società. Continua a scrivere canzoni criticando la trasformazione del governo. Il 3 marzo 1994, un mese prima del suo cinquantesimo compleanno, Karel Kryl muore inaspettatamente a Monaco per via di un infarto.

Fratellino, chiudi la porta

Fratellino, niente singhiozzi!
Quelli là non sono mostri.
Ormai sei grande…
Sono soltanto soldati.
Sono arrivati in dei caravan di ferro
a forma di cubo.
Con una lacrima sulla palpebra
ci guardiamo a vicenda.
Sii con me, fratellino,
mi preoccupo per te.
Sui sentieri tortuosi,
fratellino con le scarpe basse…
Sta piovendo e fuori si è fatto buio.
Questa notte non sarà breve.
Al lupo è venuta la voglia di un agnello.
Fratellino, hai chiuso la porta?
Fratellino, niente singhiozzi,
non sprecare le lacrime.
Manda giù le offese
e risparmia le forze.
Non mi devi dare la colpa
se non arriveremo.
Impara la canzone,
non è così difficile.
Appoggiati, fratellino,
il sentiero è distrutto.
Sarà tutto un inciampare,
ma indietro non possiamo più tornare.
Sta piovendo e fuori si è fatto buio.
Questa notte non sarà breve.
Al lupo è venuta la voglia di un agnello.
Fratellino, chiudi la porta!
Chiudi la porta!

E DUNQUE ECCOVI QUA (FRATELLI)

E dunque eccovi qua, fratelli dal sangue di Caino,
messaggeri della notte che infigge un pugnale nella schiena,
eccovi qua, dunque, fratelli, nipoti di Stalin,
non però così come ieri, oggi ormai senza i fiori di lillà.
Ebbene grazie per le colombe di pace fatte di ferro,
grazie per i baci al gusto di mandorle amare.
In una terra graziosa hanno assassinato la fede.
Sul sentiero i frutti rossi della rosa canina, a mo’ di monumento ai caduti.

A voi ringraziamenti e abbracci calorosi
per le provocazioni e per gli spari contro i bambini,
le nostre case siano le vostre case.
I cimiteri odoranti di piombo fanno da testimoni.
So, sarebbe un errore sputare sulle tombe,
a noi rimane la speranza, noi fummo e saremo.
Tante grazie a voi, fratelli aggressori,
grazie tante, non dimenticheremo mai,
non dimenticheremo mai!

Fonte: wikipedia

Canzoni contro la guerra