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Primi dati e prime riflessioni sul turismo estivo in Calabria

Non ha senso rimanere aperti in settembre sostenendo costi senza avere la certezza di avere un flusso sufficiente a coprirli
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Con i primi giorni del mese di settembre, la Calabria comincia a fare i conti riferiti soprattutto alle risposte concrete che danno alcuni suoi punti di eccellenza, come il turismo.

Dopo l’andamento lento nella maggior parte del mese di luglio,  in agosto è esplosa la “voglia di Calabria”, con tutte le località che hanno fatto il pieno e con le strutture pubbliche che fanno da rispettabilissimi testimoni.

Una marea di gente ha preso d’assalto soprattutto l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, struttura fondamentale al centro della Calabria, anche se poi la zona del lametino è stata soltanto un’occasione di mordi e fuggi; anzi, più fuggi che mordi !

Ma frattanto si cominciano a registrare le prime riflessioni da parte di operatori turistici , tra i quali Massimo Nucera, dirigente di “Assobalneari”, che però dimostra delusione sui flussi di ritorno del turismo.

Abbiamo lavorato moltissimo tre giorni, dal 15 al 17 agosto, mentre negli altri giorni di agosto abbiamo lavorato con livelli regolari”, afferma Nucera, che poi prosegue: “Ma tutti si lamentano della situazione. Io – dice ancora Massimo Nucera – resterò aperto fino alla fine di settembre ma molti chiuderanno già oggi. Non ha senso rimanere aperti sostenendo costi senza avere la certezza di avere un flusso sufficiente a coprirli“.

Più sereno e riflessivo è invece il Presidente di Federturismo, Giuseppe Nucera, secondo cui “la Calabria  complessivamente è andata meglio rispetto ad altre regioni, sempre per la presenza di stranieri“, e rispetto al futuro il responsabile di Federturismo afferma:

Gli stranieri prediligono la costa tirrenica come Capo Vaticano e Tropea (Vibo Valentia), oppure Sibari (Cosenza) e Soverato (Catanzaro) ma bisogna far conoscere loro anche il resto della Calabria, che è piena di cultura e di cose da vedere.

Gli strumenti di promozione del turismo – sostiene – ci sono e vanno attivati. Vanno messe in evidenza le bellezze che ad esempio ci sono sulla costa jonica e sono ancora poco conosciute. Altrimenti le strutture della costa tirrenica saranno sempre piene mentre sullo Jonio gli operatori si lamenteranno“.