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Processo Perseo, termina il contro esame del pentito Torcasio

Ultime domande degli avvocati della difesa al pentito, particolare attenzione alla "bacinella"
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Si chiude oggi il contro esame del collaboratore di giustizia Angelo Torcasio di fronte al collegio, come sempre presieduto dal giudice Carlo Fontanazza e a latere dal dottor Aragona e dalla dottoressa Monetti, durante l’udienza di oggi infatti il pentito ha risposto alle domande degli ultimi cinque avvocati della difesa.

In aula è accesso il contro esame dell’avvocato Staiano che incalza il collaboratore sulle posizioni dei suoi assistiti Muraca Michele e Franco Trovato. L’avvocato contesta la molteplicità di dichiarazioni del Torcasio, appare infatti che il nome di Franco Trovato esca solo nelle dichiarazioni di gennaio, a distanza di cinque mesi dalla collaborazione del Torcasio e quasi a venti giorni dalla chiusura dei 180 giorni (i sei mesi in cui i collaboratori possono rilasciare le loro dichiarazioni).

L’avvocato Staiano contesta al collaboratore di giustizia questa improvvisa sterzata, l’introduzione improvvisa quindi del coinvolgimento dei Trovato, per esempio nell’omicidio Chirumbolo (2010) e nella sparatoria di” via del Progresso” tra i Trovato e i Cappello. E’ il pm Elio Romano a ricordare che le dichiarazioni del collaboratore che vanno dall’agosto 2011 al gennaio 2012 sono da ritenersi valevoli ai fini giudiziari.

Al centro dell’udienza c’è l’intervento dell‘avvocato Spinelli che sviscera la controversa tematica della “bacinella“, la cassa della cosca a disposizione degli affiliati. L’avvocato ripercorrendo le dichiarazioni del Torcasio racconta la storia della bacinella, che sarebbe passata da Vincenzo Bonadio ad Angelo Torcasio, secondo quest’ultimo il Bonadio venne accusato da Giuseppe Giampà di impadronirsi impropriamente dei soldi della bacinella, abbandonando le famiglie dei detenuti affiliati. A riprova di ciò Aldo Notarianni avrebbe mandato una lettera dal carcere per far sapere che nessuno stava aiutando la sua famiglia, fu allora che la cosca ebbe una spaccatura interna, da una parte Giuseppe Giampà e dall’altra Vincenzo Bonadio, che venne allontanando dalla commissione e quindi rimosso dal ruolo operativo nella cosca. Angelo Torcasio diventa nel 2008 quindi il gestore della bacinella.

Ciò che non sembra tornare agli occhi dell’avvocato Spinelli è il come Angelo Torcasio avrebbe gestito la cassa della cosca e sopratutto perché al suo arresto la bacinella sarebbe stata vuota, come dichiarato dal pentito.

Ad interrogare il collaboratore di giustizia si sono susseguiti l’avvocato Marchese , che chiede sulla posizione di Antonio Voci, descritto dal Torcasio come vicino alla famiglia Giampà, dedito anche a spaccio e prostituzione ma sopratutto Voci sarebbe stato ritenuto dalla cosca uomo non affidabile per i suoi legami con la famiglia Iannazzo, seguono l’avv. Scaramuzzino e l’avv. Andricciola.

Si Conclude quindi il contro esame di Angelo Torcasio, e dopo la pausa per l’elezioni regionali, il processo riprenderà il 28 Novembre, in aula ci sarà un altro collaboratore di giustizia Saverio Cappello.