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A proposito della movida… L’ALCOOL NON È UN GIOCO. Il preoccupante aumento della dipendenza dall’alcol e droga in Calabria

Intervista alla dr.ssa Mirella Samele, Dirigente ASL - Servizio per le Tossicodipendenze Ser.T., incarico professionale in Alcologia e patologie alcol correlate
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alcoolIntervista alla dr.ssa Mirella Samele, Dirigente ASL – Servizio per le Tossicodipendenze Ser.T., incarico professionale in Alcologia e patologie alcol correlate.

La prevenzione è sufficiente?

Dell’alcol? No. Non solo quella che facciamo noi, ma anche quella che viene a livello ”sociale”. La prevenzione non è sufficiente, anche perché c’è una legge, la 125 del 2001, che regola la somministrazione, la vendita, la pubblicità, divieto di vendita dell’alcool ai ragazzi minori 16 anni che è completamene disattesa. Si fa pubblicità degli alcolici. Alcool è sempre associato alla bella donna per cui c’è un messaggio positivo: Io bevo questa cosa, mi bacia la ragazza così bella… Non è assolutamente sufficiente e non s’investe molto sulla prevenzione. Nel nostro Servizio abbiamo sempre cercato di fare la prevenzione dell’uso di alcool, per individuazione precoce delle persone che erano a rischio. Abbiamo fatto tanto, però è sempre poco rispetto a quello che si potrebbe e che si dovrebbe fare. Si dovrebbe fare assolutamente molto ma molto di più, da parte di tutti  gli enti che operano sul territorio.

Sulle sigarette si vedono immagini spaventose. Perché non ci sono anche sulle bottiglie?

No, sulla bottiglia non c’è niente, anzi la pubblicità è ammiccante. Si fa tutto per attirare l’attenzione. Quando ero ragazza, c’era questa splendida bionda che pubblicizzava le birre: “Chiamami Peroni, sarò la tua bionda!”

Perché si cade nella dipendenza?

Questa è una bella domanda! Perché si cade? Allora, intanto perché si utilizza alcool o qualsiasi altra sostanza. Ma partiamo da questo concetto, che sicuramente oggi riconosciamo: la dipendenza ha una base genetica. I figli di alcolisti hanno più probabilità di diventare essi stessi alcolisti. Questo non vuole dire assolutamente che chi ha avuto padre o madre alcolista diventerà alcolista. Perché per diventarlo, devi bere. Se prendiamo l’abitudine di bere possiamo diventare alcolisti nonostante i geni.

Alla base della dipendenza ci deve essere un malessere?

Secondo me, è una concausa. Ci sono alcolisti depressi, e ci sono quelli che non lo sono. Non c’ è solo una via che si percorre. Dipende. Magari questo malessere è venuto dopo, quando ha iniziato a utilizzare alcool. Ci sono quattro stadi per arrivare alla dipendenza. Parte proprio dal cervello, dove c’è il controllo della volontà che nelle dipendenze deve essere alterato: infatti, c’è discontrollo e non si riesce più a gestire.

La famiglia che può fare?

Intanto la famiglia deve stare attenta. E soprattutto dare una buona educazione. Ho visto in un programma televisivo che i ragazzi organizzano tramite web delle feste e i genitori pensano che siano tranquille feste tra ragazzini di quindici – sedici anni: le così dette “feste liceali” che alla fine sono tutto tranne “feste dei liceali”. Hanno intervistato un ragazzino di terza media che ammetteva di far uso, durante queste festicciole, di ketamina e alcool. E la c’erano tutte le droghe possibili ed immaginabili. Non solo alcool, anche hashish, marijuana…
Ma il problema non è solo cosa fanno loro? Il problema è: che cosa fanno genitori? I genitori hanno l’obbligo di educare i figli. Chiaro che nessuno di noi è il genitore perfetto e anche noi possiamo sbagliare, però dobbiamo anche renderci conto che i pericoli a cui vanno incontro i figli, sono tantissimi. Anch’io ho dei figli, oggi adulti. Non ho mai permesso loro di uscire e tornare alle tre di notte senza sapere dove andavano, con chi, e cosa facevano. E poi in ogni caso, se gli concedevo il permesso di andare da qualche parte, dopo andavo a prenderli, oppure li aspettavo sveglia finché non tornavano.

E se un figlio rientra a casa ubriaco, come bisogna comportarsi?

Se è la prima volta, ne discuti, spiegando quali sono i rischi a cui va incontro. Se non è la prima volta, dobbiamo noi genitori cercare di capire perché nostro figlio trova rifugio nell’alcool. Perché insoddisfatto? Problemi a scuola? Difficile relazione con i compagni? E’ un ragazzo timido? Insomma i genitori devono fare i genitori! Confrontarsi con loro, dialogare sempre, attenti a qualunque cambiamento di umore… e prima di tutto, dare delle regole e farle rispettare.

E’ peggiorato l’alcolismo in ultimi anni?

Sicuramente sì. Si comincia bere prima. Poi è difficile che dei giovani vengano a curarsi. Il più delle volte arrivano perché sorpresi alla guida sotto effetto e da lì, sono mandati qua al Ser.T.

Vede la differenza tra alcol e la droga?

No. Solo che alcool è molto più disponibile e anche legale.

Se ne può uscire?

Si esce nel senso che bisogna capire che è una malattia. L’unico modo per essere portatore sano è quello di non bere.  Perché comunque tu quella malattia ce l’hai, e nel momento che riprendi un bicchiere in mano, ricominci.  Sicuramente, più passa il tempo del non uso dell’alcool, minore è la probabilità di ricaduta. Infatti, la scuola psicologica che funziona meglio per le dipendenze è quella cognitiva comportamentale per capire e poi insegnare a queste persone come comportarsi. Quali sono le tecniche per evitare determinate situazioni, quali sono i comportamenti e quale bisogna adottare. La sfida tra alcolista e la sostanza, purtroppo, l’esperienza ci dice, è spesso persa.

Perché ha scelto di occuparsi proprio dell’alcolismo?

E da tanto che mi occupo di tossicodipendenza per vari motivi, anche per motivi personali, e di persone che ho conosciuto e che avevano problema con le droghe. Con alcool ho potuto, sopratutto qui a Lamezia, dove lavoro, impostare qualche cosa da zero, perché prima che io arrivassi, questo servizio non si trattava.

Di che anno parliamo?

Del 2000: il Ser.T. si occupava solo di tossicodipendenza, ma non di alcol. Ed io sono una abbastanza indipendente di carattere, quindi mi piaceva creare qualche cosa di nuovo, come volevo io. Mi sono attivata spendendomi personalmente senza avere nessuna gratificazione tanto meno economica. Tutto ciò mi ha dato tante soddisfazioni. E che mi dispiace di dover lasciare, perché adesso dovrei andare in pensione.

E chi occuperà il suo posto?

Non so chi lo prenderà. Io spero di continuare anche fuori ed è per questo che ho creato un’associazione.  Anche per gli stessi pazienti. Perché i pazienti sono i primi a giudicarti. Se i pazienti riconoscono in te determinate qualità, ti seguono. Ho dato vita a un’associazione che si chiama ALBA,  creata all’inizio soltanto con due persone. Adesso stiamo cercando di reclutare soci, e trovare la sede. E poi “ALBA”  è anacronismo di ALCOL BASTA.

Cosa consiglia ai giovani d’oggi?

Bella domanda… essere giovani è sempre stato un problema. Nel senso, e uso le parole dei poeti e scrittori da tutto il mondo: “La gioventù è dura a passare!” E bellissima come epoca. Però…

Però con la consapevolezza di adesso…

Sarebbe più interessante averla con una certa saggezza, ma forse poi perderesti gusto. Perché anche gli errori che fai, alla fine, fanno parte della tua vita. Certo, qualche esperienza potevamo risparmiarcela, però non serve stare ancorati a pensare… cosa, quando, perché l’ho fatto… No! Si arriva a un certo punto e poi si ricomincia!

Ieri è venuto un mio paziente e mi ha detto una cosa bellissima: “Guarda, prima di venire qua vedevo nel vino il mio compagno di vita, ed era bellissimo. Oggi lo vedo come un mostro.”

Grazie. 

Dottoressa Mirella Samele

AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI CATANZARO

Incarico attuale Dirigente ASL II fascia – Servizio per le Tossicodipendenze Ser.T./incarico professionale in Alcologia e patologie alcol correlate. Laurea medicina e chirurgia.

Esperienze professionali (incarichi ricoperti) – Dal 1982 al 1985 responsabile del Laboratorio analisi della Casa di cura Villa Michelino di Lamezia Terme. Dal 1985 al 1990 ha ricoperto diversi incarichi di Guardia Medica. Dal 1991 al 28.07.1992 ha prestato servizio come assistente medico presso la Divisione di Medicina generale del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme. Dall’Agosto 1992 all’Aprile 1994 ha ricoperto incarichi di Medico presso la postazione Aeroportuale di Lamezia Terme e come Medico fiscale presso la sede INPS di Soverato. Dall’aprile 1994 a Luglio 1994 Assistente Medico supplente presso la Divisione di Medicina Generale del presidio ospedaliero di Soveria Mannelli. Dal 1995 al 2000 Responsabile del Laboratorio Analisi Biomedicale di Amantea (CS) – varie – direttore – lab.Analisi BIOMEDICAL AMANTEA (CS).

Monika Momon Sojkova