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A PROPOSITO DI ELEZIONI REGIONALI – CALABRIA 2020.

Una prima valutazione – Editoriale
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Da un primo momento di analisi e di riflessione, pare che si sia data un’eccessiva enfasi ad alcuni risultati positivi che avrebbero interessato lo Stivale d’Italia, premiandolo attraverso una positiva risposta data dal suo elettorato; ma anche in paragone alla sua lunga, interminabile situazione imbottita di ” disavventure” su quasi tutto il territorio regionale, specialmente nel settore dell’economia e del fattore migratorio ( ma, confermo, in tutti i settori  predomina lo stato di crisi).

Tutto questo anche perché, per alcuni, la sconfitta di Salvini sarebbe stata incassata così come si fa con un calcio di rigore decisivo per una delle due contendenti. In Calabria l’altro contendente è stato la Regione Emilia – Romagna, ove il fattore “ X” simboleggia la “ riscossa” del popolo PD,  che ha prevalso sia nell’una che nell’altra Regione, a differenza di tutte le altre.

Quel che voglio dire è che una vittoria “forte” e significativa c’è stata nel centrodestra, una forza che incredibilmente procede tra alti e bassi e con un potere vigoroso di assorbimento che riesce a mantenere fedelmente la formazione del Presidente Berlusconi, accompagnato dalla sua band.

La storica e tranquilla “balena bianca” dovrebbe quanto prima riprendere confidenza con i “marescialli” di alcuni partiti dello schieramento centrista, sui quali issare la base di partenza per l’attuazione di un progetto comune e per una Italia “bene comune”, ripetendo lo slogan tanto caro al “presidentissimo azzurro. Un progetto, cioè, che dovrebbe        ridare anima e sostanza ad un ridisegnato partito idealizzato dallo Scudo Crociato.

Attenzione, però!  Dentro tale progetto entrerebbe a manovrare lo zampino della destra salviniana che metterebbe in apprensione tutti gli “ avversari – amici” : dalla Meloni ringalluzzita dalla sua lineare ascesa e da quanti sognano un largo movimento europeistico, Zingaretti compreso; Conte, compreso; Meloni, compresa; Salvini e Berlusconi ovviamente compresi.

Ne avremmo delle belle da raccontare, anche perché gli italiani si stanno sempre più interessando di politica e per tutto un contorno che faticheremo poi a togliere di torno.