Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

PROPOSTE PER MIGLIORARE IL PSC DI LAMEZIA TERME

570 0
PROPOSTE PER MIGLIORARE IL PSC DI LAMEZIA TERME

La città di Lamezia è veramente sfortunata, non ha mai avuto uno strumento di programmazione territoriale  valido; si pensi al P. di F., fine anni ’60 , mai attuato per mancanza di competenze.

La cosa più importante che proponeva era la famosa zona direzionale, che solo in questi giorni, dopo 5° anni, vede la costruzione della prima opera : la Concattedrale.

Poi venne il P.R.G., che avrebbe dovuto proiettare Lamezia nel futuro, capace di muovere una economia da città del nord. Purtroppo gli fu cambiato acronimo, ma si lasciò lo stesso contenuto, e com’ era prevedibile, non produsse nulla.

Oggi la gestione del territorio è cambiata sostanzialmente, lo strumento urbanistico è diventato fondamentalmente uno strumento economico, nel senso che gli si affida il compito di stanare tutte le possibilità di sviluppo per metterle a disposizione della città, per produrre occupazione ed economia.

La nuova normativa che si deve utilizzare nella gestione del territorio sopprime le rendite parassitarie ed evita ai Comuni di ricorrere all’esproprio nella realizzazione delle Opere Pubbliche. Un cambiamento auspicabile e necessario per aiutare i Comuni ha ridurre i costi delle Opere Pubbliche ed allontanare la mala politica dalla gestione clientelare del territorio, oltreché corruttibile.

Purtroppo il PSC adottato, che l’assessore Annamaria Scavelli, a tutti i costi vuole approvare, è la negazione di quanto si è detto; con una aggravante rispetto al PRG, la sua attuazione distruggerà il già fragile tessuto urbano, incancrenendo tutti i problemi esistenti, e producendo un crollo dei valori immobiliari.

Per capire questo concetto basta dire che non prevedendo nessuna possibilità di riqualificate il tessuto urbano con nuove viabilità e servizi, consentendo che ogni spazio interstiziale esistente venga interessato da nuova edificazione, portando a saturazione il territorio, la conseguenza sarà un aumento certo della densità abitativa, una esaltazione del traffico. Questo è lo scenario contenuto in questo PSC.

Infine c’è un problema ancora più grave, la pseudo perequazione, che già il progettista afferma nel REU come una sua parziale applicazione, con un meccanismo così contorto e aleatorio che sarà assolutamente inapplicabile, producendo così blocco edilizio, e favorendo esclusivamente il riempimento degli interstizi urbani con nuove residenze.

In questo modo la quantità dei servizi da realizzare verrà di fatto inibita producendo solo quartieri degradati.

Sarebbe auspicabile fare delle verifiche preventive, se solo l’arch. Laura Abramo responsabile del PSC con Speranza e confermata con Mascaro, magari insieme all’arch. Annamaria Scavelli, assessore al ramo, in delle riunioni con i tecnici del UTC ed i tecnici esterni spiegassero con degli esempi applicativi la perequazione.

Perché aspettare l’approvazione del PSC per poi rendersi conto delle fesserie intrinseche allo stesso, e contare i danni, se queste cose è possibile verificarle prima?

Il buon senso e la responsabilità vorrebbero che questo tentativo venisse attuato.