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Quale politica per la rinascita di Lamezia Terme ?

Riappropriarsi dei valori e superare il fossato : oggi, o mai più !
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I nostri lettori, almeno coloro che hanno pazienza ed interesse nel seguire l’andamento dei fatti partendo da una base di assoluta estraneità ad ogni corrente politica o, peggio, a qualche personaggio politico nel grave momento attuale, si ricorderanno come puntualmente facciamo riferimento alla saggezza popolare come metro di paragone a quanto sta avvenendo attorno a noi.

La politica, in questa direzione, sembra sempre offrire molti motivi validi per trovare il senso vero delle cose e per invitare gli stessi nostri lettori a dibattere serenamente su pressanti tematiche socio – politiche, nel dovuto rispetto di una sana e costruttiva dialettica di riferimento.

Ed allora, la saggezza popolare viene ancora una volta in nostro soccorso per iniziare a protestare contro una evidente e forse comprensibile fuga ( oltre che di giovani e di professionisti ed artigiani) dei politici che – nel loro insieme- hanno permesso ai Commissari straordinari al Comune di bloccare le attività che vanno dalla cultura allo sport, dall’arte alla musica e, credo certamente, alla politica.

Non affidiamo colpe e non esprimiamo critiche accesissime nel sentirci dire che in questa Lamezia è quasi tutto da buttare via; quindi, meglio chiudere e sentir rimbalzare in noi quel motivetto : “tutti a casa, baracche e burattini”.

In pratica, è successo che – al “detto”- è prontamente subentrato il “fatto”.

Ma la politica, mi chiedevano i soliti anziani del Paese, che fine ha fatto?

Applico fedelmente alla situazione prettamente locale a quanto proprio nella giornata dello scorso sabato, un noto quotidiano cattolico trovava modo di pubblicare in pagina tre l’esigenza di invocare – quasi – il protagonismo dei cattolici in politica e, parallelamente, di gente coraggiosa nel caricarsi sul proprio groppone  tutti i problemi ( piccoli e grandi ) che richiedono una soluzione, concretamente e da subito. La politica, aveva modo di scrivere Teresa Piccione sull’indicato quotidiano, è l’arte di suscitare i valori veri, come : la solidarietà e la condivisione; la coesione sociale e la legalità; la partecipazione e la responsabilità individuale e collettiva, l’accoglienza dell’altro, il rispetto dell’avversario e delle idee diverse dalla propria, e così via con tanti altri valori di cui si vantano di avere partiti politici più o meno noti.

Ma oggi come oggi, ci chiediamo – e chiediamo- di quali partiti bisogna fidarsi per riprendere in mano la staffetta  nel riappropriarsi di buona parte dei predetti valori indicati? E ( domanda molto più difficile) a quali uomini affidarsi che possano portare avanti i progetti per il sospirato sviluppo della Città e del suo comprensorio?

Crediamo che, molto più di ogni altra cosa, in tale contesto appare totalmente assente  innanzitutto una maggiore attenzione al dialogo e alle proposte, ma anche il rispetto della libertà di coscienza su temi etici di particolare rilevanza. Bisogna ripartire, sempre secondo i rappresentanti della saggezza popolare, con umiltà e coraggio dall’ascolto di tutti quelli che hanno a cuore la libertà e la democrazia nel nostro Paese.

Tutto sarà allora buono per fare il bene della collettività, iniziando a porre la politica vera in primo piano, concreto e nevralgico. E’ ormai tempo per ridestarci dal sonno e dalla rabbia : oltre c’è il fossato e, con il fossato, la sconfitta definitiva e indescrivibile!