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Qualità della vita, il Sud non sempre in coda

La consueta indagine del quotidiano di Confindustria ci ricorda che Crotone è prima per ordine pubblico e Catanzaro 90ma per tenore di vita
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Ravenna è la città più vivibile del Bel Paese, Agrigento l’ultima. È quanto emerge dalla tradizionale indagine del Sole 24 Ore sulla “Qualità della vita” che ogni anno mette a confronto la vivibilità nelle province italiane. L’indagine del Sole 24 Ore confronta le performance di vivibilità delle province italiane tramite una serie di parametri suddivisi in sei capitoli d’indagine, ciascuno basato a sua volta su sei parametri e su una graduatoria di tappa: Tenore di vita, Affari e Lavoro, Servizi ambiente salute, Popolazione, Ordine pubblico e Tempo libero. L’ultima è Agrigento, maglia nera già nel 2007 e nel 2009. Ancora una volta una conferma della netta divisione tra un Nord che nonostante la lunga crisi in qualche modo se la “cava” e un Sud rallentato dalle emergenze sui fronti del lavoro, delle infrastrutture e dell’ambiente.

LA PRIMA e L’ULTIMA Ravenna si afferma al top soprattutto grazie agli alti voti ottenuti in materia di Servizi, in particolare su asili, ospedali, giustizia civile. Bene fa anche nel capitolo Affari e lavoro, dove ad esempio ha un alto tasso di occupazione e nella Popolazione dove spicca per il miglior indice di giovinezza. Unico neo l’Ordine pubblico: qui è forte l’incidenza dei reati denunciati. Una situazione, questa della sicurezza, che comunque accomuna molte province del Nord e grandi aree metropolitane. Quanto ad Agrigento, se sui reati può sfoggiare un buon piazzamento, negli altri test, in particolare alle voci ambiente e lavoro, si colloca in posizioni di retroguardia.

LA CLASSIFICA IN GENERALE Guardando la classifica dell’edizione 2014 nel suo insieme, si osserva una top ten composta prevalentemente da realtà medie o piccole, del Nord Est, montane: Trento prima lo scorso anno si deve accontentare della seconda posizione, Belluno si conferma al 4^ posto, Bolzano scende al decimo. E il modello emiliano-romagnolo dimostra in fin dei conti di tenere, visto che altre tre province accompagnano Ravenna tra le prime dieci (Modena che si piazza al 3^ gradino del podio migliorando di ben 10 posizioni rispetto al 2013, Reggio Emilia e Bologna).

Buoni i risultati del Centro, in particolare delle province toscane (Siena è nona e Livorno 11^). Il Mezzogiorno riesce a spingersi nella prima parte della classifica solo con le province sarde (Olbia-Tempio, Sassari e Nuoro). Per il resto anche questa volta deve rassegnarsi alla parte bassa, dove prevalgono province siciliane, calabresi e pugliesi dove Napoli, ultima nel 2013, riesce a recuperare il 96^ posto. Quanto alle due maggiori, entrambe segnano progressi:Milano scala due posti e arriva ottava, Roma ne risale otto e occupa il 12^ gradino.

I VINCITORI DI “TAPPA” Tra le vittorie di tappa, relative alle singole 6 macro-aree, diverse conferme e alcune sorprese. Di seguito i risultati.

TENORE DI VITA: MODENA Modena scalza Milano, tradizionale primatista, che scende al terzo posto dopo Aosta. Bassa inflazione, consumi, valore aggiunto pro capite sono tra i punti forti della provincia emiliana. Ultima nella graduatoria del benessere è Reggio Calabria.

AFFARI E LAVORO: REGGIO EMILIA Un ‘altra emiliana, Reggio, conquista il primo posto di tappa. Quinta per le esportazioni ha buone performance in occupazione, impieghi su depositi, imprenditorialità giovanile. In coda c’è Caltanissetta.

SERVIZI AMBIENTE SALUTE: RAVENNA Ravenna colleziona tre quinte posizioni in altrettanti parametri (posti disponibili negli asili, limitato tasso di emigrazione ospedaliera, smaltimento delle cause civili) che la posizionano in cima alla tappa. Fanalino di coda è Crotone per il secondo anno consecutivo.

POPOLAZIONE: SIENA Un’alta presenza di giovani e una bassa percentuale di divorzi e separazioni portano Siena in cima alla classifica, con l’Emilia che stavolta “si accontenta” del 2^ e 3^ posto con Parma e Piacenza. Ultimo si conferma anche quest’anno il Medio Campidano.

ORDINE PUBBLICO: CROTONE In quest’area è il Sud a svettare, grazie a Crotone, che vanta non solo il migliore trend nella variazione dei reati ma anche il primato per la minore incidenza di furti in casa e truffe denunciati. In fondo alla graduatoria si trova Prato.

TEMPO LIBERO: GENOVA Il secondo posto nell’indice di sportività e il terzo per densità di sale cinematografiche assicurano la vittoria di tappa al capoluogo ligure, seguito da Macerata e Olbia-Tempio. All’estremo opposto della classifica c’è Enna.

Quindi tra le province calabresi svetta solo Crotone prima per ordine pubblico ed incidenza dei furti in casa e truffe denunciate.

Le province calabresi occupano, tutte, la parte finale della classifica con alcune peculiarità. Reggio Calabria, con 429 punti perde una posto in classifica rispetto al 2013 ed è anche l’ultima provincia italiana per quanto concerne il “Tenore di Vita” medio e, dunque, il benessere per i cittadini. Al 98esimo posto Cosenza, che con 443 punti perde tre posizioni in gradutaoria. Subito dopo al 97esimo posto Vibo Valentia, che, però, guadagna con i suoi 446 punti, 3 posti in classifica. Meno 5 posizioni per Catanzaro che si piazza al 90esimo posto. Meglio di tutte fa Crotone, che all’80esimo posto, con 483 punti guadagna ben sei posizioni rispetto al 2013.