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Quando gli hacker inseguono una cultura di morte

Ovvero, la nuova mafia nel mondo digitale e globalizzato
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Temo dei passare per vittimista, e non lo sono affatto,  ma è importante raccontare, ed eventualmente poi condividere, la riflessione sulla verifica che abbiamo raccolto durante il nostro “blackout”, dovuto alla invasione dei misteriosi e “mafiosi” hacker.

Innanzitutto abbiamo constatato che questo mondo sommerso di hacker è una pericolosa e inarrestabile forma di mafia, che può agire, come e quando vuole, senza bisogno alcuno di padrini, di protettori e di gregari. Senza appigli legali che potrebbero essere azionati attraverso le pubbliche denunce. Questi misteriosi “figli del male” che proliferano nel mondo della globalizzazione mediatica riescono a colpire indisturbati e senza la pur minima preoccupazione di essere colpiti, come sarebbe giusto che sia, ed in questo particolare sta la differenza con l’altra figura del mafioso, quello delle città, delle contrade, dei nascondigli e che vanno dalle piccole rivendicazioni estorsive a delle vere e proprie grandi guerre di mafia. Il mafioso non digitale sa bene che, comunque vada, ci sono degli uomini coraggiosi – come le Forze dell’Ordine ed i Magistrati – che lo pedinano, lo “studiano” e lo “fregano” al momento opportuno.
Il mafioso digitale, invece, va a ruota libera, va a testa alta, proseguendo – felice e contento – indisturbato.
Ma una cosa in comune ce l’hanno: il mafioso digitale può ricevere “ordini di uccidere” dal mafioso tradizionale, sapendo tutti e due che c’è una “vendetta” da compiere … e vendetta sia!

L’altra verifica che abbiamo fatto durante i tristi giorni del blackout è che nel mondo dei giornali online (ma un po’ ovunque è così) ci sono gli estimatori, le persone amiche, che si preoccupano nel momento in cui l’hacker colpisce. Sono loro le anime ed il cuore che fanno sperare, nonostante tutto, in un mondo migliore, per il quale – nel suo piccolo – “Lamezia Live” si impegna.
Ed ancora, ci sono gli indifferenti, coloro che magari navigano freneticamente tra le testate giornalistiche online soltanto per il gusto di conoscere un fatto, di ingabbiare una notizia sensazionale, purtroppo quelle cattive, in quanto per il bello ed il buono sembra non esserci più tanto spazio in questa “società liquida”, come  la definiva il sociologo Zygmunt Bauman.
Infine, ci sono coloro che godono dell’oscuramento di un sito online perché – secondo loro – sarebbe stato eliminato un soggetto scomodo ed un mezzo che intende trattare la notizia bypassando dall’argomentazione all’approfondimento, dal torbido al limpido perché, nella verità della verità, si dia concretezza al bene comune e non lo si faccia passare come un contenitore di tattiche parolaie. Proprio come intende operare “Lamezia Live”. Punto.

Candidamente confessiamo di aver dovuto prendere atto che il nostro giornale online forse cominciava a dare e a trattare le notizie non per il gusto della notizia “parolaia”, scandalistica, allarmistica, quanto per creare i presupposti di infoltire un percorso comune di dialogo fecondo attraverso l’approfondimento di cui la notizia deve essere solo un incipit.

Le notizie pubblicate da Lamezia Live hanno incontrato il favore dei lettori: gli “editoriali” hanno aperto delle riflessioni; i servizi particolari hanno raccontato la verità, tutta la verità, con la rigorosa attenzione a saper stare sopra le parti, così come sono stati “raccontati” i risvolti dei consigli comunali o delle giornate di “Trame”, o la trattazione delle schermaglie di troppo all’interno della politica e, comunque, della società.
Perfino nello sport siamo stati, e lo saremo, sereni e propositivi,  pieni di orgoglio e di voglia di raccontare la vita della società attraverso un impegno a non cavalcare il mulo delle polemiche velenose e sospettose bensì ad essere da filtro per inseguire e centrare una visione cristiana della vita.

E per questo che avanziamo una proposta a tutti gli hacker del mondo: perché non  andate ad oscurare siti oscuri, pericolosi, carichi di morte dell’anima e del corpo, per far cantare e primeggiare la vittoria del bello, del buono, del costruttivo, elementi di cui offre un’abbondanza nostra Madre Natura?!

  • Francesco

    Vi seguo dall’inizio, ma fidatevi di un esperto di networking che il vostro down tecnico non era un attacco hacker ma un semplice problema di db che solo gli addetti ai lavori conoscono. Non so chi vi abbia raccontato questa storia… ma fidatevi che nemmeno il più cretino degli hacker ha la necessità di attaccare lamezialive.

  • l’obbiettivo del giornale è sgamare il male e rendere luce al bello

  • Quanto è accaduto, a mio avviso, significa che siete sulla buona strada e che lavorate bene. 😀