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Quando San Francesco d’Assisi “strappò” a Gesù la grazia del suo perdono

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L’evento straordinario che festeggia, nei giorni 1 e 2 agosto, la Chiesa cattolica interessa migliaia di fedeli laici, oltre che – ovviamente – tutti coloro che la rappresentano nei vari Ministeri  ed Ordini Sacri. Parliamo del “Perdono d’Assisi”, che nella sostanza è l’acquisizione della indulgenza plenaria applicabile o ai propri cari defunti, o anche a se stessi.

L’indulgenza plenaria, secondo il “Manuale delle indulgenze” del 1987, riprendendo il testo del “Codice di Diritto Canonico” del 1983 “è la remissione dinnanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi”.

All’origine della «Festa del Perdono» c’è un episodio della vita di san Francesco, come già riportato in un altro articolo apparso su queste stesse colonne. Una notte del 1216, era immerso nella preghiera alla Porziuncola. All’improvviso entrò una luce fortissima e Francesco vide sopra l’altare il Cristo e alla sua destra la Madonna e gli Angeli. Gli chiesero che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta fu immediata: «Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego di concedere ampio e generoso perdono». La sua richiesta fu esaudita così da quell’anno, dopo aver ricevuto il permesso dal Pontefice Onorio III, il 2 Agosto si celebra la «Festa del Perdono» a Santa Maria degli Angeli ma anche in tutte le parrocchie e le chiese francescane.

Per poter acquisire tale indulgenza, non occorrono somme di danaro o altro di che. La stessa Chiesa cattolica ricorda che per poter ricevere questa grazia bisogna soddisfare queste semplici condizioni

Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);

  • Partecipazione alla Messa e Comunione eucaristica;
  • Visita alla chiesa della Porziuncola in Assisi, o ad una chiesa parrocchiale, o ad una chiesa francescana dove si rinnova la professione di fede, mediante la recita del CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana;
  • La recita del PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
  • Una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice;
  • Una preghiera per il Papa.

La stragrande maggioranza dei fedeli, per quanto riguarda Lamezia Terme o la Calabria, preferiscono recarsi – la dove c’è – ai santuari o chiese  specificatamente francescane.

S Francesco