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Questione Icom, non basta la mediazione di Speranza

Adesso si attende l'udienza del 24 aprile e il verdetto del Tar
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Il Sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza rende noto di aver incontrato questo pomeriggio gli organi di informazione per fare il punto sugli ultimi sviluppi relativi al contenzioso con la società Icom alla vigilia dell’udienza del Tar fissata per il prossimo 24 aprile.

“In questi mesi – ha spiegato Speranza – sono stati fatti diversi tentativi per raggiungere un accordo con la società Icom, fermo restando che esiste una perizia gianni-speranzadepositata dai tecnici di fiducia del Comune che contesta punto per punto le tesi sostenute dai periti del Tar e fermo restando il ricorso già pendente presso il Consiglio di Stato. Abbiamo avanzato un’ipotesi di accordo per un risarcimento pluriennale nell’ambito del piano di risanamento decennale. Una soluzione che la Icom ha definito non sufficiente, avanzando la controproposta di un risarcimento ventennale, ipotesi che la stessa società ha ritenuto subito dopo ingestibile e non interessante.  A questo punto la Icom ha avanzato un’ulteriore proposta al Comune: agire tramite la Cassa Depositi e Prestiti  vendendo un immobile del Comune con il cui ricavato rimborsare la Icom. Abbiamo fatto a quel punto tutte le verifiche necessarie con la Cassa Depositi e Prestiti e valutato che si tratterebbe di una soluzione che richiede in ogni caso tempi lunghi e che sarebbe oltretutto soggetta alle regole del mercato. Auspicando in ogni caso il raggiungimento di un accordo bonario, il cui contenuto sarebbe comunque sottoposto all’approvazione in consiglio comunale, ho chiesto alla Icom in segno di disponibilità, così come noi avevamo fatto per il Consiglio di Stato, una richiesta di rinvio dell’udienza del TAR del 24 aprile. La Icom ha sostenuto di non poter aderire alla nostra richiesta perché in quel caso il rinvio dell’udienza non sarebbe stato a breve ma avrebbe comportato tempi certamente molto lunghi. Alla luce di questa situazione e nonostante gli sforzi di questa amministrazione comunale di non lasciare nulla di intentato per la positiva risoluzione della vicenda, non resta adesso che attendere l’udienza del 24 e la successiva pronuncia del Tar”.

Speranza ha riepilogato i passaggi di una vicenda che ha inizio nell’ultima fase dell’amministrazione guidata da Pasqualino Scaramuzzino e che si è sviluppata nelle sue fasi cruciali sotto la commissione prefettizia insediatasi dopo lo scioglimento del consiglio comunale.

Speranza ha inoltre sottolineato come “la vicenda Icom è stata determinata da due circostanze che risalgono al periodo precedente le mie due amministrazioni: I terreni

F.Noto

F.Noto

su cui sarebbe dovuto sorgere il “Borgo Antico”  erano stati venduti dal proprietario Cosentini a un giovane avvocato milanese per un valore di 50mila euro. Un mese dopo la Icom ha acquistato questi terreni a un prezzo di 4 milioni e 800 mila euro. Una circostanza certamente particolare, che vede il prezzo dei terreni lievitare di circa 100 volte nel giro di un mese. Così come appare da chiarire l’incongruenza tra l’esito della Conferenza dei Servizi così come pubblicata sul Burc della Regione Calabria – in cui si dichiara la conferenza conclusa – e il fatto che quella conferenza dei servizi, chiamata a pronunciarsi sulla proposta dell’imprenditore Noto, al momento del nostro primo insediamento non risultava conclusa”.

Alla domanda di alcuni giornalisti su cosa avrebbe fatto tornando indietro, Speranza ha risposto: “Se tornassi indietro e ci fosse di nuovo quel clima che si era creato all’epoca in città, con le proteste accese dei commercianti e delle associazioni di categoria e di tutte le forze politiche, rifarei la stessa scelta”.