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QUESTIONE MERIDIONALE : se ne parlerà a Lamezia Terme –

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Torneremo a parlare di Sud e della Questione Meridionale sabato 5 ottobre a Lamezia Terme presso il chiostro di San Domenico dalle ore 16.00 in un convegno nel quale interverranno Pino Aprile, giornalista e scrittore; Rosella Cerra, attivista meridionalista – Sud motore d’Italia; Fulvio Gigliotti, prof. UMG CZ e membro CSM-Presupposti costituzionali del regionalismo differenziato; Vittorio Daniele, prof. di Economia Politica UMG CZ- Esiste ancora una Questione Meridionale? Anna Mancini, Caduceo – Carenza operativa sull’inquinamento marino; Felice Lentidoro, responsabile regionale Cittadinanza-attiva, Tribunale del malato – Sanità: una emergenza non più rinviabile; Lia Riommi, Partigiani Scuola Pubblica –Autonomia differenziata: lo scippo ai tempi della scuola azienda; Bruno Miletta, imprenditore – Fare impresa al Sud; Gianfranco Pugliese, critico d’arte – Lo stato dell’arte contemporanea in Calabria. Modera Gregorio Crudo, responsabile Giovani ACLI Cosenza

Il Sud Italia con le sue risorse e potenzialità è il “motore d’Italia”, sia per la enorme quantità di energia che produce e che esporta nel resto d’Italia, sia per la spesa annuale destinata all’acquisto di beni, prodotti e servizi delle regioni del Nord [nel 2017 è stata di 186 miliardi di euro, nel 2016 di 177, determinando il 14% del loro PIL, fonte SVIMEZ], sia, infine, per il suo patrimonio artistico e culturale, enorme e da ulteriormente valorizzare.

Ma c’è una nuova e molto più grave, ulteriore Questione Meridionale che si sta propinando per le regioni meridionali, legata all’Autonomia differenziata che rischia di aumentare il divario fra Nord e Sud. Le carenze sulla sanità, mobilità, istruzione, inquinamento, determinati anche da incapacità politica e amministrativa, sono soprattutto causate da una sistematica carenza di fondi. Se la spesa media nelle regioni del Sud Italia è di 13.394 euro pro capite e nelle regioni del Centro-Nord è di 17.065 non si potrà mai parlare di equità. Una differenza di 3.671 euro a persona per i 20 milioni di abitanti significa una differenza di 73 miliardi di euro! Questo è quanto al Sud è stato finora sottratto.

Ebbene, l’autonomia differenziata aggraverà tale differenza mediante un ulteriore spostamento di risorse erogate (quelle destinate alla solidarietà territoriale nazionale) secondo il principio che: “dove ci sono servizi vanno mantenuti (al Nord) e dove mancano (al Sud, prendendo in esame la spesa storica) significa che non se ne ha bisogno” !!!

Tutto ciò può essere superato prendendo coscienza di tale divario “costruito”, negli anni coscientemente mantenuto e, con il federalismo differenziato, per legge “istituzionalizzato”, pretendendo, invece, quanto debba essere finalmente erogato alle regioni del Sud, al pari di quelle del Nord.