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Raccolta indumenti per l’Uruguay nella zona del Reventino

Servirà a sostenere le attività del movimento lametino Andiamo in Uruguay Giovani. Il progetto è stato promosso dall' Lions di Soveria
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Coinvolgere i giovani dal Reventino  all’Uruguay. E’ il progetto che è stato promosso dal Lions Club di Soveria Mannelli e dall’AUG – Andiamo in Uruguay Giovani- che si è tenuto in tutti i paesi del “Reventino” il 17 Agosto. Si tratta di una raccolta di indumenti usati che verrà utilizzata interamente per aiutare le missioni dell’A.U.G. (Andiamo in Uruguay Giovani), a Melo in Uruguay e a Ivo Bolivia. L’AUG è un movimento giovanile missionario fondato e coordinato da Don AUGGiovaniLAmeziaMeloMimmo Baldo e operante nella Diocesi di Lamezia  da più di quindici anni. In entrambe le missioni si svolgono prevalentemente attività a favore dei bambini e dei ragazzi più poveri: con loro si fa un lavoro di evangelizzazione e di promozione umana e sociale attraverso  la catechesi, la preparazione ai sacramenti, la visita alle famiglie e offrendo loro un sostegno nutrizionale con la distribuzione di pasti. L’iniziativa come ricorda il neo Presidente del Lions Club di Soveria Mannelli l’avvocato Assunta Scavo ha visto anche la collaborazione di Fidapa e degli Scout di Soveria Mannelli e  si è tenuta in tutta la zona del Reventino, precisamente dinanzi ogni chiesa dei paesi di Soveria Mannelli, Decollatura, Carlopoli e Panettieri, che hanno aderito con generosità al progetto coinvolgendo numerosi giovani volontari  ed i mezzi del Gruppo di protezione civile di Carlopoli che opera sul territorio.

Ma chi sono e perchè è nata Aug.

L’A.U.G. (Andiamo in Uruguay Giovani) è un movimento di giovani che offrono gratuitamente il loro tempo libero per mantenere una missione in Uruguay. Nasce nel 1997 da un’idea di Don Mimmo Baldo, che già aveva vissuto esperienze missionarie in America Latina. Scopre per caso che l’ordine delle suore della

don Mimmo Baldo

don Mimmo Baldo

parrocchia B.M.V. Addolorata in cui è parroco, cioè le Missionarie Francescane del Verbo Incarnato, ha delle missioni in Uruguay, e di lì nasce l’idea di offrire un aiuto ai poveri di quella terra, e al tempo stesso di coinvolgere dei giovani qui in Italia. Lo stile dei nostri gruppi A.U.G. è quello di sporcarsi le mani concretamente, di fare poche parole e più fatti.Sì, vogliamo cambiare il mondo, e per farlo, siamo convinti che non c’è bisogno di fare grandi cose o essere eroi, c’è bisogno di piccoli gesti quotidiani.Ogni gruppo ha una propria sede, e lì, noi ragazzi ci incontriamo per lavorare: facciamo lavoretti da vendere nelle bancarelle, organizziamo pesche di beneficenza, raccolte di indumenti usati, organizziamo vendite di arance o caldarroste, animiamo feste per bambini, e tantissime altre attività.Col ricavato del nostro lavoro e le offerte delle persone o associazioni che ci aiutano (come la Fondazione Elena Sapio -NA- ed i gruppi Mamma Margherita) sosteniamo “Villa Betania”, in altre parole la nostra casa missionaria, dove vivono dal 18 aprile 2000 Rosa e Caterina, due ragazze dei nostri gruppi che hanno deciso di regalare la loro vita ai poveri, e Casa Tabor, la missione boliviana di Ivo dove vive Maria in forma permanente e dove Laura sta prestando un servizio di due anni .Ogni anno infatti, alcuni ragazzi sentono il desiderio, all’interno del cammino di gruppo, di partire per una esperienza di tre mesi, per mettersi a disposizione della comunità di villa Betania e dei poveri.A Villa Betania, struttura affidataci dalla Diocesi di Melo, si lavora soprattutto con i bambini e i ragazzi del quartiere. Si fa oratorio quasi tutti i giorni, catechesi, e con il “Merendero” si da la merenda a circa trenta bambini, scelti tra i più bisognosi. Attraverso il gioco si cerca di dare uno spazio ai bambini in cui si sentono a proprio agio, accettati. Si offre un modo di stare insieme educativo, alla maniera di Don Bosco, affinché diventino “buoni cristiani e onesti cittadini”.Non solo, ogni giorno si recita il Santo Rosario con tutta la comunità nella Cappella dedicata alla “Madre del Salvador”. E con gli adulti si fanno degli incontri settimanali.Oltre il quartiere di Villa Betania (El Fogòn), ci occupiamo di un altro quartiere altrettanto bisognoso: il Ruiz. Anche lì il nostro lavoro è prevalentemente di oratorio. Due volte a settimana, animiamo la ricreazione in due scuole elementari di Melo. Nelle scuole uruguaiane non si può parlare di religione, ma l’animazione è un’occasione molto importante per invitare i bambini all’oratorio.La povertà di questa gente è materiale ed insieme spirituale. Le case in cui vivono sono molto piccole, umide perché senza fondamenta, fatte con materiali poveri e di recupero.

 

I bambini giocano tutto il giorno per le strade, nella polvere, spesso Scalzi, ma quel che è peggio, soli, ed esposti ai pericoli della strada Le famiglie sono numerose,e disgregate, il lavoro è poco e mal pagato: ciò spinge molti alla delinquenza. Purtroppo tante sono le situazioni di disagio, di abbandono. Moltissime sono le famiglie divise: i genitori si separano, abbandonano i figli, o li trascurano lasciandoli crescere da soli.In questi anni, anche attraverso la vostra offerta per questo calendario, è stato possibile aprire un internato con una piccola scuola scuola casearia, che accoglie al momento sette ragazzi della campagna e dà loro la possibilità di andare a scuola, al liceo di mattina e al pomeriggio nel laboratorio della scuola apprendendo l’arte casearia. Il 7 marzo 2004 si è aperta la prima missione in Bolivia, a Ivo, una piccola comunità di Indios Guarnì, grazie alla disponibilità di Maria.I passi sono piccoli e lenti, ma ugualmente grandi e importanti perché mossi dalla voglia dei giovani dell’A.U.G. di cambiare un po’ la propria vita cercando di essere meno egoisti e più aperti ai poveri e a Gesù. Solo attraverso il lavoro e la sofferenza, si riesce a capire che la strada per la vera felicità passa dalla semplicità e dal buon cuore, per arrivare all’unica speranza di vita che è Gesù.