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“RADICI” tra storie di brigantaggio in Calabria, al margine della ben nota ed ancora irrisolta “ QUESTIONE MERIDIONALE”.

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Una sempre più consistente fetta di lettori e di  di ricercatori sta manifestando un crescente interesse verso un periodo storico pre e post a quello della Unità d’Italia; periodo che si accentra tra gli anni 1861 e 1865, decisivi per la ben nota ed ancora irrisolta “ questione meridionale”, vera e propria sconfitta delle politiche che si susseguirono a ripetizione e fino ai tempi d’oggi.

Bene ha atto allora la Casa Editrice “ Local Genius” a sfornare delle apposite ed apprezzate collane storiche , raggiungendo l’apice del successo con il noto libro “Briganti di Calabria”,  per la collana, appunto, di “ Radici”, che invita il lettore ad addentrarsi fino al profondo delle radici storiche scaturite dalla “questione meridionale”; quanto anche a ricordare gli episodi a raffica di cui furono protagonisti – se così si può dire- i briganti con le loro feroci incursioni che non solo non furono condannate dalla popolazione dell’epoca,  quanto videro nelle loro azioni un motivo di liberazione dall’oppressione e dal susseguirsi di morti crudeli.

Fu il periodo, come evidenzia il prezioso libro “ Briganti di Calabria” (Editore Local Geius”), in cui aumentavano episodi ferocissimi, come :” sequestri, violenze fisiche e morali, incendi, distruzioni, rapine, agguati, estirpazione di agrumeti e uliveti, minacce, estorsioni, ma ance momenti di quotidianità”.

Una situazione, quella, comprensibilmente insostenibile, anche perché la lunga catena di morti si andava ingrossando con altre persone sofferenti nel fisico e nel morale, tanto  che,  come mi raccontavano i  miei familiari, mio nonno – tra i pochi medici che c’erano in quegli anni- per  andare tra le montagne del mio paese a cercare di portare guarigione ed allievo dalle sofferenze – veniva allo scopo rispettosamente accompagnato ( ovviamente a piedi, rare volte in groppa ad un asinello) proprio dai briganti del posto. Per questo, e per altre iniziative “caritative”, i briganti erano ben voluti; furono i cosiddetti “ briganti buoni”, di cui si parla in qualche pubblicazione edita  sempre da “Local Genius”.

In attesa di avere altre pubblicazioni storiche, molto ben curate dalla citata Casa Editrice, c’è da dire – concludendo- che “Briganti di Calabria” ha avuto la sua seconda ristampa, impreziosita da un’importante integrazione attraverso il corredo fotografico con briganti processati e condannati a morte o  all’ergastolo.

RADICI è una collana che ha già registrato notevoli sviluppi.

Volume firmato da Francesco Tigani Sava.

WWW.LOCALGENIUS.EU