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Rai, Slc e Cgil Calabria: “Preoccupazione per sede regionale. Istituzioni intervengano per ridare centralità al servizio valorizzando le risorse interne”

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«Vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per le sorti della sede calabrese della Rai in seguito al parere avanzato dalla Commissione di Vigilanza per i Servizi radiotelevisivi, sullo schema di convenzione Stato-Rai, che aprirebbe il servizio pubblico a forme di collaborazione con le televisioni locali. Questa ipotesi è da scongiurare e da rigettare immediatamente al mittente, in quanto metterebbe in discussione pesantemente il ruolo della Rai, concessionaria esclusiva di servizio pubblico». Lo dichiarano le segreterie regionali di Slc Cgil e Cgil della Calabria.

«Nei giorni scorsiaffermanoabbiamo invitato la deputazione parlamentare calabrese ad intervenire sulla ridefinizione e valorizzazione della Sede regionale Rai Calabria, utile al superamento del concetto di “presidio redazionale” introdotto con la legge 89 del 2014.  Anche la Rsu della Rai Calabria ha incontrato nei giorni scorsi il Presidente della Regione Mario Oliverio per sollecitare un suo intervento per scongiurare il depotenziamento della sede locale che risulterebbe dalla nuova convenzione Stato-Rai».

«La Raicontinuanoè un bene comune e deve essere valorizzata sul territorio. Una valorizzazione che nel corso di questi anni è stata chiesta in più occasione ed in più sedi da parte della Cgil puntando sulle professionalità già operanti in Rai Calabria investendo su uomini e mezzi, affinché siano soddisfatte tutte le richieste di lavoro che giungono quotidianamente. Per garantire un servizio pubblico efficiente occorre dotarsi di personalità che conoscono bene e sono in prima linea nel territorio calabrese. I vertici calabresi della Rai in questi anni hanno però dimostrato poca predisposizione alla valorizzazione del personale, e, anziché intensificare la produzione attraverso le competenze e le professionalità interne hanno intensificato appalti esterni, a volte non del tutto limpidi, che sicuramente non hanno aumentato la qualità del prodotto finale».

«Chiediamo alle istituzioni locali e alla deputazione parlamentare calabrese – concludono le segreterieinterventi sulla commissione di vigilanza Rai e, alla Conferenza Stato Regioni di favorire azioni volte alla tutela delle sedi regionali, per difendere il perimetro occupazionale e valorizzare la professionalità e le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori calabresi».