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Rapporto Bankitalia Calabria: diminuiscono le esportazioni ed i prestiti, aumenta la disoccupazione

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Questa mattina è stato presentato il rapporto di Bankitalia sull’aggiornamento congiunturale sull’economia della Calabria, illustrato stamani a Catanzaro. I risultati della ricerca sono stati presentati dal direttore della filiale calabrese, Luisa Zappone, e da Giuseppe Albanese e Iconio Garrì, del Nucleo di ricerca dell’istituto. Nella prima parte del 2014 è proseguita la fase negativa dell’economia regionale, caratterizzata dalla debolezza della domanda e dalla limitata propensione a investire delle imprese. A fronte di alcuni lievi segnali di stabilizzazione osservati tra la fine del 2013 e gli inizi dell’anno in corso, è tornata successivamente a prevalere l’incertezza sui tempi della ripresa. Secondo il nostro sondaggio congiunturale, le imprese delle costruzioni e quelle dei servizi hanno registrato in media i risultati peggiori in termini di fatturato.

Nel mercato del lavoro, si è confermata la dinamica particolarmente negativa registrata nell’ultimo biennio. Il numero degli occupati si è ancora ridotto, in linea con il quadro congiunturale. Nel complesso, la situazione occupazionale continua a risentire della fase sfavorevole più che nel resto del Paese.

È continuata la contrazione dei prestiti, più accentuata per le imprese. Su tale andamento hanno inciso sia una domanda ancora debole sia le perduranti rigidità nell’offerta. La rischiosità del credito si è mantenuta su livelli elevati: i passaggi a sofferenza sono aumentati per le imprese, rimanendo invece stabili tra le famiglie consumatrici.

I depositi bancari sono cresciuti per le famiglie, a fronte di un calo per le imprese. Tra i titoli in soldi-eurocustodia presso le banche, che nel complesso hanno registrato un andamento stazionario, è proseguita la crescita dei fondi comuni.

È del 37,6% il tasso di occupazione in Calabria rilevato nel primo semestre del 2014, attestandosi su un dato inferiore di 18 punti rispetto alla media nazionale.

Nella prima fase del 2014, secondo quanto emerge dall’aggiornamento, è proseguita la fase negativa dell’economia regionale caratterizzata dalla debolezza della domanda e dalla limitata propensione a investire delle imprese. I lievi segnali di stabilizzazione affacciatisi tra la fine del 2013 e gli inizi dell’anno in corso si sono rivelati effimeri e la situazione, anzi, è ulteriormente peggiorata.

Purtroppo nei primi sei mesi del 2014 – ha detto il direttore Zappone – si è segnalata una riduzione veramente molto significativa rispetto ai dati del 2013, quando il tasso si era attestato al 39% e pensavamo di avere toccato il punto più basso e allarmante. In soli sei mesi abbiamo registrato un calo ulteriore, con un tasso più basso anche rispetto a tutte le altre regioni meridionali.

Dall’indagine emerge, inoltre, che il calo del tasso di occupazione riguarda maggiormente la componente femminile (-4%) rispetto a quella maschile (-2,4%), con una flessione concentrata soprattutto sui lavoratori autonomi, mentre il dato dei lavoratori dipendenti è rimasto pressoché invariato. A risentire di più delle perdite di posti di lavoro sono i settori dei servizi e delle costruzioni. Lieve recupero, invece, nell’industria in senso stretto.

Nei primi sei mesi del 2014, in Calabria, si è registrato un calo dell’export pari al 7,5% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Lo rivela l’aggiornamento congiunturale di Bankitalia.

La riduzione del comparto che vale l’1% del pil regionale, secondo quanto riporta l’indagine, ha riguardato sia le vendite verso i Paesi dell’Unione Europea, sia quelle verso il resto del mondo. Brutte notizie, in questo ambito, per uno dei comparti più rilevanti per l’export regionale e cioé quello dei prodotti alimentari, che ha subito una flessione del 10,6% dopo essere cresciuto significativamente l’anno scorso. Recupero, invece, per le esportazioni di prodotti chimici e macchinari. Diminuite dell’8,6%, nello stesso periodo, le importazioni.