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Collettivo Manifest presenta: “Sulle tracce di Castelmonardo”

Sabato 13 maggio dalle ore 15:30 alle ore 17:00
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Oggi, 9 maggio, ricorre l’anniversario di morte di Peppino Impastato per mano mafiosa.

Il 9 maggio è anche data indelebile che riconduce al ritrovamento del corpo di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse.

Oggi, dopo 39 anni, da parte delle nuove generazioni si continua a sentire sete di giustizia, si continua a cercare il profumo della libertà. Si compie lo sforzo, delicato e complesso, nella selezione delle cose, come fra il bene e il male, e si auspica in una sempre più presa di coscienza critica. “Tutto questo – dicono dal Collettivo Manifest – è possibile praticando la cultura. È uno sforzo che, da tre anni, gratifica le nostre gambe, perché sentiamo di percorrere un cammino comune sempre in aumento, in aumento di idee, di persone, di sentimento.

Sabato 13 maggio ci incontreremo alle ore 15.00 a Piazza San Domenico per partire insieme da Lamezia, mentre per coloro che vorranno raggiungerci direttamente sul posto l’appuntamento è fissato per le ore 15.30 nella piazza di Filadelfia, da lì ci incammineremo verso l’area archeologica di Castelmonardo”.  

“Un itinerario alla riscoperta dell’antica Castelmonardo, ripercorrendo gli eventi che hanno segnato la sua storia e hanno determinato la nascita del vicino centro di Filadelfia. Uno sguardo alla storia geologica e sismica di questo luogo chiave per capire gli eventi che plasmano e modificano l’intera Regione” – afferma Piergiorgio Vasta.

La storia di Castelmonardo, come quella di molti altri centri medioevali oggi scomparsi, è ancora tutta da scoprire e ricostruire.  A Sud di Filadelfia (Catanzaro), sulle ultime propaggini settentrionali del complesso montuoso della Serra, si eleva la collina di Castelmonardo, su cui un tempo sorgeva la città omonima, distrutta, nella seconda metà del sec. XVIII, da una serie di movimenti tellurici di intensità crescente, dal febbraio al marzo 1783, che interessò tutta la Calabria. Il colle si eleva da quota +300 m. circa, sul livello medio del mare, tra due strette valli, quella di Castelmonardo a nord-ovest, al fondo della quale scorre il torrente Prantari e quella Laguana a Sud-Est, in cui scorre la fiumara Greto, confluenti entrambi a formare il fiume di Polia, a sua volta affluente in destra dell’Angitola, e raggiunge quota 519 circa, in corrispondenza della zona più alta, che coincide con la seconda altura. La collina di Castelmonardo risulta pertanto, nettamente separata dai colli che l’attorniano da ogni lato, presenta una forma plano-volumetrica allungata, con asse longitudinale orientato nel senso Nord-Est Sud-Ovest, leggermente concavo verso occidente. Il colle è raggiungibile sia dalla vicina Filadelfia, per mezzo di una strada di recente sistemata, sia da Polia, attraverso una strada in terra battuta, oppure con percorsi di minore importanza, dalle località Palermi, Acquangi e Tre Croci.

“Ci mettiamo in cammino. Non importa dove, ma lo facciamo perché ci sentiamo moralmente responsabili e geograficamente partecipi dei nostri luoghi. Vivere passivamente i propri luoghi vuol dire: non vivere! Bisogna mettersi in marcia e conoscere, documentarsi, conversare con le persone, andare a mani vuote e ritornare con un bagaglio pieno .Dobbiamo capire che siamo tutti in dovere di farlo, nessuno meno di altri – ancora dal Collettivo – dobbiamo capire che il paesaggio esiste perché esistiamo noi, e che esso muta a seconda dei nostri mutamenti, e soprattutto dobbiamo metterci in testa che ogni nostra piccola azione a partire dal primo passo che facciamo fare alle nostre gambe, deve essere finalizzato al perseguimento del bene comune, del paesaggio, naturale e antropico, affinché tutti possiamo prendere sempre più consapevolezza della grande responsabilità che ci è data. Oggi. Adesso”.

Un itinerario geologico e archeologico a cura di Piergiorgio Vasta – geologo e componente del Collettivo organizzatore.

(Per consentire un itinerario agevole è previsto un max di 30 partecipanti. L’itinerario è gratuito ma occorre prenotarsi.

Si può inviare un messaggio sulla pag. Facebook di Manifest o una mail a: info@manifestblog.it )

E venne a noi un adolescente
dagli occhi trasparenti
e dalle labbra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
né fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperti una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.

– PEPPINO IMPASTATO