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La Regione Calabria sottrae risorse vitali alle imprese

Confindustria stigmatizza il comportamento e va all'attacco pesantemente
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Proprio uno dei settori in cui la Regione Calabria avrebbe dovuto puntare maggiormente, togliendo di mezzo ogni tentativo di penalizzazione di sorta, è indubbiamente quello del sistema imprese in Calabria. Così, purtroppo, non è, per come stigmatizza seccamente la Confindustria, secondo cui la Regione avrebbe compiuto un vero e proprio colpo di mano, sottraendo 32 milioni alle imprese calabresi.

Confindustria sottolinea che le risorse, allocate sul Piano di Azione e Coesione e destinate ad interventi sul riequilibrio finanziario, i piccoli investimenti ed il capitale circolante, non ci sono più, con buona pace delle imprese e di tutto il lungo e faticoso lavoro partenariale fatto per mettere in campo strumenti snelli ed idonei a supportare il sistema in un momento di grave crisi.

Ovviamente la notizia provocherà uno scambio incrociato di riflessioni molto robuste, così come fa subito lo stesso Presidente di Confindustria, Speziali, che – assieme ad alcuni altri – sostengono testualmente che “sottrarre risorse a misure anticicliche per le imprese che erano state ritenute utili e urgenti anche dal Comitato di Sorveglianza del POR Calabria poco più di un anno fa, più che uno svarione ci appare un vero e proprio delitto! Da evidenziare che proprio il Comitato di Sorveglianza del POR, nella sua seduta del Febbraio 2013, aveva licenziato quelle misure sul Piano di Azione Coesione e che oggi viene smentito da una delibera di Giunta in totale dispregio del ruolo degli organismi preposti a rimodulare le risorse dei Piani e dell’intero partenariato economico.

Un atto grave sia sotto il profilo politico – né Confindustria né alcun’altra delle Associazioni imprenditoriali è stata consultata – sia sotto il profilo procedurale. L’eventuale storno di risorse avrebbe dovuto essere recepito e condiviso dal Comitato di Sorveglianza, Comitato che, naturalmente e congiuntamente alle altre Associazioni, ci riserviamo di coinvolgere direttamente sulla vicenda”.
Stando così le cose, il fatto è gravissimo e che ciò sia avvenuto senza alcun confronto e, con una procedura mai vista prima, senza neanche tenere conto che, per la loro specificità, quelle risorse erano e sono essenziali per la sopravvivenza stessa delle imprese.