Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Riconoscimenti e premi per Patres

857 0

PATRES a Roma, Teatro dell’Orologio. Vincitore del Festival Inventaria 2014 come miglior spettacolo. La scelta della giuria va a Patres, di cui viene lodata la gestione puntuale e variegata della tensione drammatica interna nell’ambito dello spettacolo, il quale unisce alle intense suggestioni registiche un’interpretazione vivida e plastica da parte dei due attori. Pur con le basi fortemente poggiate sull’attualità della terra calabrese, sempre presente grazie all’uso di un dialetto viscerale e terrigno, lo spettacolo innalza lo sguardo sull’universale umano. La relazione tra il figlio cieco e il padre marinaio diventa anche, per allegoria, quella tra l’umanità e il proprio Dio o quella tra lo stanziale e il viaggiatore.


Festival Teatrale di Resistenza. Museo Cervi (RE) Secondo premio allo spettacolo “Patres” della compagnia calabrese Scenari Visibili con la seguente motivazione: ‘Uno spettacolo di estrema asciuttezza, misura e liricità. Lontano da stilemi retorici consunti, i due attori costruiscono in modo efficace un quadro di solitudine, di vuoto e mancanza, che da individuale si tramuta in sociale, diventando specchio della crisi di valori e della rottura del patto fra generazioni di una società intera. Una messa in scena attenta e di grande sapienza teatrale, fatta di gesti e parole sempre necessarie”

MEI 20 Anni a Faenza LA CULTURA CONTRO LE MAFIE con Associazione daSud e Arci Ponti di Memoria.
Per la sperimentazione dei linguaggi artistici scegliendo la creatività come mezzo per diffondere la lotta alle mafie,l’impegno civile e la lotta per i diritti.

PATRES

con Dario Natale e Gianluca Vetromilo
regia Dario Natale e Saverio Tavano
drammaturgia Saverio Tavano
disegno luci Saverio Tavano
tecnica Pasquale Truzzolillo
Foto di scena Angelo Maggio, Pasquale Cimino
con il supporto della Regione Calabria
Produzione Residenza Teatrale Ligeia Lamezia Terme/Scenari Visibili.

In un tempo in cui nessuno sembra più tornare dal mare per riportare legge su una terra devastata, in un tempo in cui i padri si sono evaporati alle spalle dei figli, sganciati dalla  loro atavica responsabilità, impauriti dalla vecchiaia e da una incolmabile ambizione.
Un giovane Telemaco di Calabria attende da anni il ritorno di suo padre, paralizzato dall’attesa, davanti all’orizzonte che può solo immaginare dal buio della sua cecità, attende su quella spiaggia che guarda al Tirreno, dove termina la pista dell’aeroporto Internazionale, conta gli aerei che passano sulla sua testa, immagina le loro destinazioni. Mette le mani avanti per vedere l’orizzonte, si rivolge verso il mare, aspettando che questo padre ritorni a ristabilire una legge ormai dissolta e corrotta. Ma questi Patres si sono smarriti in mare, lo stesso in cui ogni giorno si perdono i loro figli, sono naufragati da una nave che loro stessi hanno affondato, una “nave a perdere”, abbandonata sul fondo con tutto il suo carico.

…E a mammama chi li paria scemu?
Che non lo vedevo io il colore dell’orizzonte?
Che non lo sapevo che il mare è blu, che non è come il cielo, che il cielo è azzurro ma il mare è blu, ma allora le chiedevo: ma si u mare è blu e u cielo è azzurru, l’orizzonti, di che culuri è
Se l’orizzonte è in mezzo, tra u cielu e u mara, di che culuri è l’orizzonte?
E illa stavia muta.
Ma io lo sapevo…