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Risarcimento danni da calamità, covid-19, per le aziende

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Il cinema americano ci ha abituati ad immaginare l’imprenditore come l’uomo con l’elicottero. Ma la realtà italiana è ben diversa. In Italia gli imprenditori sono gli ultimi, sono quelli che senza tutela alcuna ogni giorno combattono con la burocrazia e le tasse di uno Stato ostile, combattono con un’economia stagnante e a volte anche con la criminalità organizzata per assicurare il sostentamento delle famiglie dei propri collaboratori e delle proprie. Medie, piccole e microimprese, di questo è fatto il tessuto economico italiano.

Ogni giorno, per la professione che svolgo, ascolto lo sgomento, lo sfogo e le preoccupazioni di tanti titolari di piccole aziende. Mi chiamano per sapere quando saranno attivate le procedure di risarcimento danni, come dopo un terremoto o un’alluvione, ed effettivamente gli effetti del Covid-19 sull’economia reale sono assolutamente assimilabili a quelli delle calamità naturali. Purtroppo, ad oggi, nulla in questa direzione è stato ancora previsto. Il Governo dovrà necessariamente porsi il problema, atteso che la Costituzione, all’art. 2 richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.  Lo Stato impone la chiusura totale delle attività per salvaguardare l’incolumità pubblica, giusto. Ma senza aiuti quanti giorni ancora potranno resistere? Il problema vero, attuale, resta la liquidità, sulla quale ancora il Governo non è il alcun modo intervenuto.

Al netto di una liquidità di cassa azzerata, le spese rimangono inalterate; al di là dei proclami infatti, nessuna moratoria è stata prevista per bollette e affitti che continuano a scorrere. Le forniture delle materie prime vengono spesso, per non dire sempre, pagate con titoli di credito che continuano a scadere e che con ogni probabilità non potranno essere onorati mancando ormai, da troppo tempo, qualunque tipo di entrata.  Ancora più grave la situazione delle start up che alle spese correnti devono aggiungere le spese effettuate per l’investimento iniziale. I pagamenti inevitabilmente salteranno e si innescherà un effetto domino che falcidierà tante, tantissime aziende italiane. Bene la Cassa Integrazione, ma i dipendenti dove andranno a lavorare quando le aziende non esisteranno più? È necessario intervenire subito a tutela dell’impresa italiana.

Prima che sia troppo tardi è necessario intervenire sulla liquidità immediata, lo Stato deve pagare gli affitti, deve mettere una moratoria sulle bollette, deve rivedere i meccanismi di protesto dei titoli che non verranno onorati in questo periodo di lock down.

I piccoli imprenditori sono l’ossatura di questo nostro Paese e come sempre vengono lasciati soli, ma questa volta potrebbero non farcela e con loro tutta l’Italia.

Avv. Danilo Greco – Pres. Ass. Terra Futura