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S.E. Mons. Giuseppe Schillaci alla guida della Diocesi di Lamezia Terme-

In sintesi, le linee – guida per il suo nuovo impegno episcopale evidenziate nel suo primo messaggio-
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Missionarietà – Ascolto – Servizio – Accoglienza – Dono, Grazia- Impegno – Sequela del Signore Gesù Cristo e comunione : ecco, sono queste – ed ovviamente altre ancora – le linee guida indicate e comunicate dal nuovo Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, S.E. Mons. Giuseppe Schillaci, contenute nel primo suo messaggio rivolto alla Città ed alla Diocesi : fedeli, presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, seminaristi.

Messaggio che è immediatamente veicolato in ogni comunità parrocchiale, in ogni ambiente, in ogni angolo di strada, come segno e concretezza della grande attesa che si era venuta a creare fin da quando s’era sparsa la voce che il Vescovo S.E. Mons., Luigi Cantafora,  titolare di quella Diocesi, avrebbe terminato – per raggiunti limiti di età- la sua missione episcopale, iniziata in quel preoccupante periodo storico nel lametino : il 25 marzo del 2004. Di fatto, ed in effetti, il Comune di Lamezia Terme era amministrato da una commissione straordinaria, causa dello scioglimento ( la storia poi si ripeterà) del Consiglio comunale in odore di mafia.

Eredità difficile da affrontare e ancor più da risolvere, e che il Vescovo Luigi Antonio Cantafora ne ebbe a cuore le sorti per evitare il precipizio; tutto questo supportato da un impegno forte dei pastori – dono del Signore, così come evidenziato nel corpo del messaggio. Un ringraziamento che successivamente Schillaci ha ripetuto, chiamando  in causa “ogni uomo e donna del nostro territorio che vive, lotta, spera per una vita più dignitosa e più umana”.

Da queste sottolineature è facile passare alle linee guida accennate. Innanzitutto la riconoscenza dovuta al Signore Gesù Cristo, “Signore della vita”, alla cui Sequela “vogliamo noi tutti crescere, ” accompagnati dalla Parola del Vangelo, che è “ l’orizzonte dentro cui bisogna capire noi stessi e gli altri, in una tensione sempre più inclusiva, per non smarrire il sorgivo slancio missionario”.

Ecco allora che si fa spazio l’invito a mettersi “ in ascolto umile di tutti”, caratterizzato dalla “accoglienza” reciproca, “non scartando mai nessuno, soprattutto chi non ce la fa umanamente, spiritualmente, economicamente”. D’altronde, evidenzierà S.E. Mons. Schillaci, il popolo di Dio è in cammino seguendo l’esempio di Gesù Cristo, venuto “ non per essere servito ma per servire”.

Dobbiamo allora diventare “ strumento di comunione nelle nostre comunità”.

In questo clima e per queste unità di intenti, sottolineerà Mons. Schillaci, “ mi preparo a venire da voi, nel nome del Signore della vita, con timore e tremore, ma anche con tanta fiducia e speranza” . — “E’ al Signore e alla sua infinita misericordia che affido il mio ministero episcopale; da Lui viene il dono, la grazia, così come viene anche il compito, l’impegno, che è mio desiderio portare avanti con gioia, responsabilità, umanità”.