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S.E. Mons. Schillaci : il suo primo giorno da Vescovo a Lamezia Terme-

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Buongiorno, Lamezia.

Buongiorno al nuovo sole che, passeggiando nell’abisso del mondo, scrivi un altro capitolo del tuo modo di romanzare la vita, includendo personaggi e cose che sono frutto dei Doni dell’Altissimo.

Buongiorno al nuovo giorno che è già spuntato; è come se fosti accompagnato in questo tuo ritmo dallo scansare delle nuvole per cedere ai tuoi passi.

Buongiorno a Te. Buongiorno al nuovo ospite che ha piazzato a Lamezia Terme le sue tende per essere da guida, per essere il difensore dei buoni e dei giusti.

E’ giunto, avvolto in questo straordinario e silenzioso calore, il nuovo Vescovo di questa Città, di questo Comprensorio, di questa porzione di terra da Te – Signore Dio-  ritagliato e consegnato a coloro che hai scelto come tuoi testimoni, come tuoi adoratori, come destinatari tuoi immensi doni.

Monsignor Giuseppe Schillaci ha lasciato da pochissimo quella calda terra di Sicilia per adempiere ai comandi dell’Altissimo Signore Dio, venendo in questa vicina Regione di Calabria per assumere la guida come Pastore e Guida Maestra e che oggi – tra i tanti doni elargiti dalla potenza e dalla bontà del buon Dio- non è però altro che un immenso oceano di inadempienze compiute da una parte di coloro che pur furono incaricati per questo nobile servizio.

Monsignor Schillaci. Non è troppo il tempo che Lei ha avuto a disposizione per leggerne tutti i risvolti e tutti i suoi limiti; ed in questa terra di Calabria i “limiti” non sono altro che i tradimenti della politica, le inadempienze nelle promesse fatte, le inclinazioni al male che s’è fatto purtroppo spazio tra gli idoli del male.

Basti guardare a come è ridotta questa Città  e come tutto è stato trasformato dalle logiche di una politica malsana, distruggendo perfino le cellule della unità, non realizzata seppur siano trascorsi ben 51 anni di vita e di mancato cammino insieme.

Quella unità che da Lei, S.E. Mons. Schillaci, è stata auspicata tra le prime sue dichiarazioni di intenti e che, per la verità, sono state più volte fortemente richiamate dall’emerito Vescovo Mons. Cantafora; ma anche da parte di un altro Vescovo emerito, S.,E, Monsignor Vincenzo Rimedio.

La disunità e le divisioni hanno spalancato le porte all’individualismo ed alla sete di potere.

Oggi si parla ( meglio, si sparla) alla ricerca di una individuazione del bene politico immesso nel “ cuore” della illegalità variamente diffusa.

Oggi si dice che la mafia ha ucciso il cuore della società, ed è proprio così. Ma bisogna anche aggiungere che questa mafia ha dapprima tolto l’anima della società e di cui, quindi, nessuno veramente ne parla.

Bisogna riportare i giovani dentro, ma non lasciando gli anziani fuori. Una spaccatura, questa, che è diventata terra di conquiste e che non fa altro che aumentare il numero degli immigrati che praticamente si sono impossessati di interi quartieri della società cittadina … e meno male che ci siano, perché rafforzano il peso delle famiglie ed il senso – dovere delle nascite.

Se Lamezia non è ancora proprio una città dormitorio è perché alla sonnolenza delle coppie residenti è subentrata la vivacità delle coppie immigrate, il loro senso della famiglia, la gioia delle nascite.

Monsignor Schillaci: oggi ci siamo accorti quanto non sia bello e buono far iniziare la ripresa dello sviluppo partendo solamente dai megalattici progetti per altrettante megalattiche infrastrutture se non prima ripartire da una poderosa spinta sul sociale, rifacendo il tessuto delle famiglie tradizionali e la ripresa delle nascite.

Ed allora occorre una azione sinergica tra cultura e sviluppo variamente disegnato e applicato alle istanze della società, ove si lavori per far emergere la bellezza della politica iniziando proprio dalla presenza attiva e fattiva della Chiesa, con la bellezza delle sue parrocchie, la vivacità delle loro comunità, la freschezza di un clero e di un laicato che attualmente sembrano essere state poste nel classico dimenticatoio.

Ma il suo arrivo a Lamezia è una parte di nuovo che avanza nella giusta sovrapposizione tra una parte di società incamminata verso il declino  al cospetto dell’altra porzione di società che guarda ai giovani con tante speranze, anche se questi giovani sono stati fatti uscire perché incatenati e dimenticati nei loro ristretti spazi di vita.

“ Lamezia Live”, rinata dopo il vile attacco di Acer che ha causato enormi sacrifici di ogni genere, è qui schierata al Suo fianco, certi – in quella richiamata totalità di intenti – di poter e dover essere utili perché si va avanti o guardandosi tutti in faccia e nelle pupille degli occhi, oppure nascondendosi in quegli spazi inutili che non sono altro che né pesce e né carne.

In bocca al lupo, e grazie per esserci !

  • DELLA SERIE DELLE SPERANZE ADITE ..
    IL NUOVO .. SE BENEDETTO ..
    LE HA SEMPRE PORTATE
    MONSIGNOR SQUILLACI
    SONO SPERATE