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Sacal Lamezia: riorganizzazione dei servizi e azzeramento dei vertici aziendali

Lo chiede l'UGL , settore studi,ricerche e Programmazioni
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Ritengo doveroso, riportare una informazione non troppo pubblicizzata, ovvero il nuovo collegamento Alitalia, da agosto,con due voli settimanali da Lamezia per Bologna e ritorno, il lunedì e il venerdì, con aeromobili Airbus A319-320,collegamento diretto senza transito su Fiumicino. Una notizia che avrebbe dovuto uscire,con ampio spazio, dalla società di gestione, purtroppo impegnata a costituire con ogni mezzo, una SRL partita senza alcuna indicazione di programmi o altro, nonché l’inesistenza di una qualunque garanzia occupazionale e di futuro, soprattutto per quegli 80 stagionali che continuano la loro odissea nel limbo dell’attesa. Fino ad oggi da parte della dirigenza solo parole, nulla di concreto. Come centro studi riteniamo che il percorso messo in cantiere dai signori Colosimo & c. sia solo “aria fritta” mi si consenta la frase che non è certamente elegante, ma che si adegua perfettamente alle vicissitudini della SACAL e dello stesso scalo. La SRL non è un momento di novità per un diverso mercato del volo, ed è impensabile che gli artefici abbiamo deciso, seduta stante, la messa in opera,ritengo che dietro il tutto ci sia l’ombra di qualche manovra che tenderebbe a portare l’aeroporto ad una privatizzazione in cui la presenza della città e la sua espressione nel CDA verrebbe ad essere ridotta a zero o , del tutto, a sottozero. Dalle voci che si levano da più parti e dallo stesso sindacato di cui siamo il centro studi, amministrativamente non era necessario agire alla fondazione della SRL che, fra le altre cose, se dovesse partire lo farebbe con circa due milioni di euro già al passivo. I termini operativi e di gestione potevano essere trattati in modo diverso senza dover smembrare la società ,solo forse per scaricare un bilancio in rosso, ma considerando, ancora una volta, la struttura e la composizione operativo-tecnico-gestionale dell’ente non mi meraviglio se l’idea di un diversa componente etichettata o etichettabile come altra società, abbia allettato le mire di molti, pronti a lanciarsi in un volo pindarico senza meta e senza sicurezze d’ogni genere. Come organismo sindacale di settore, da anni predichiamo l’applicazione delle autonomie settoriali, soprattutto in materia di fronte-line e di azione diretta per la conduzione volo, accettazione e imbarco passeggeri, carico e scarico bagagli e merci. In tutte le espressioni aeroportuali esiste la parte amministrativa e quella operativa, distinte anche come applicazione orari di lavoro (amministrativo in h8 con orari e turnazioni fisse da ufficio, operativo in h16 e h24 con turnazioni variabili in mattina pomeriggio e notte) indipendenti pur appartenenti alla stessa ragione economico-sociale dove il comparto operativo è interamente diretto dal Capo Scalo,a mio avviso, doveva essere in questa direzione la rivalutazione della società per un nuovo slancio al futuro, abbandonando etichette in cui, l’intero scibile del volato, era ed è controllato e gestito da un solo settore,quello amministrativo, tecnicamente distante da tutte quelle azioni che fanno parte del contatto diretto con gli aeromobili in atterraggio e decollo. In questa caotica alternanza, il fatto del nuovo collegamento Alitalia è da considerare un successo della crescita aeroportuale avvenuta non certo per merito della dirigenza societaria, ma in un riconoscimento allo sforzo della base di mantenere intatto e saldo il rapporto con la realtà evitandone la disgregazione.

A conclusione per il bene del trasporto aereo della piana è il momento di un ricambio dei vertici, un azzeramento necessario che avrebbe già dovuto attuarsi spontaneamente dopo la pioggia di avvisi di garanzia.