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Sacal : l’attuale gestione un “copia-incolla” con quella del recente passato, secondo la nota della UGL-TA.

L’aeroporto è un bene pubblico e non un giardino privato.
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Riceviamo dalla UGL-TA e pubblichiamo

Dopo aver atteso l’insediamento del nuovo vertice SACAL e i progetti sul triangolo aeroportuale sperando in un cambiamento radicale capace di distaccarsi dai guasti precedenti,  siamo rimasti delusi da una  realtà emersa immediatamente.

Non ce ne voglia nessuno, ribadiamo il concetto della realtà; infatti, a nostro avviso, la gestione subentrante non si discostava da altre del recente passato, anzi, a nostro avviso, è peggiorata dimostrando di non aver idea di come si gestisce un aeroporto e le diverse situazioni esistenti.

E’ stata creata una società unica, comprensiva degli aeroporti di Crotone-Sant’Anna, Reggio –Tito Minniti e Lamezia Terme. Con una linea di conduzione che fa acqua da tutte le parti, priva di un fondamento tecnico, completamente assente nelle conoscenze del settore e della materia.

Per quanto riguarda le famose selezioni sbandierate per sistemare il personale, avrebbero dovuto essere applicate a coloro che sono, oggi, i responsabili della struttura  i quali dimostrano di non sapere cosa fare per  cercare di far uscire il trasporto aereo dalla palude  ed essere traghettato a riprendere il suo volo verso il futuro.

Inoltre l’assegnazione  dei “lotti” aeroportuali di Crotone e Reggio non  ha  tenuto in alcun conto le presenze delle società fallite: Reggio 104 dipendenti, Crotone 27 lavoratori, un inezia di cui l’ENAC ha preferito non interessarsi, sacrificando un carico di conoscenze e professionalità di elevato profilo, per anni d’impegno sui sedimi aeroportuali.

Dalla mente di qualche personaggio,per smaltire il carico umano ritornano a danzare quelle certe selezioni per gli scali aggiudicati dal bando;sul Sant’Anna, una prima nota risulta frettolosamente annullata senza che nessuno ne fosse a conoscenza, la nuova amministrazione ha indetto un’altra selezione ma le graduatorie su cui procedere non sono mai uscite.

Intanto esiste la chiamata di due dipendenti dell’aeroporto pitagorico,uno  al movimento e l’altro alla  progettazione senza specificare su quale scalo. Indiscrezioni  uscite come voci di corridoio parlano di una società interinale di Bari da cui la Sacal intenderebbe attingere il personale, se ciò corrispondesse a realtà sarebbe un atto snaturato e irresponsabile da portare in tribunale.

Sul Tito Minniti il silenzio è totale,una sottomissione morale al nulla di questi momenti. Con la costituzione della   società unica aeroportuale il personale dovrebbe essere garantito nella sua continuità di servizio come stabiliscono le norme riportate di seguito :”Il pericolo di caduta occupazionale viene estrapolato attraverso l’articolo uno – capoverso a del decreto 351, allo stesso modo con cui si indica la completa applicazione del CCNL del trasporto aereo, capoverso b, materia sancita dal comma 12, articolo 10 della legge del 24 dicembre 1993, n° 537”.

Un altro mondo? Un altro sistema?

Parliamo di Sacal GH, (Sacal due), fin dall’inizio siamo stati ferocemente contrari contestando la sua creazione, affermando che era solo una scatola cinese in cui scaricare debiti e pendenze,è finita l’illusione e la danza del silenzio, la scatola si è rotta, dalle sue ceneri è sbucato un disavanzo di circa   2 milioni e 127.717 Euro.

Adesso chi li copre? Domande a cui sia il Comune di Lamezia (socio di maggioranza relativa) che la società dovrà rispondere per non continuare lo stillicidio di uno sperpero finanziario.

In materia di compagnie aeree, cosa ci dice, oggi, la società sui rapporti con la Ryanair? Una compagnia da noi avversata  da sempre perché non ritenevamo sensato e serio pagare per inserire la Calabria, nei loro programmi.

Quanto costa questa sudditanza che comporta solo spese e nessun ricavo pratico? (non paga neppure le tasse di attracco e decollo)

Interrogativi urgenti per i quali urgono risposte immediate; ricordiamoci che l’aeroporto è  un bene pubblico e non un giardino privato.

Gianfranco Turino                                                       Giuseppe Di Cello