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Sacal : riflessioni a confronto. Il parere di Nicola Mastroianni, già consigliere comunale di Lamezia Terme

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Riceviamo e pubblichiamo

Anche sull’aumento del capitale sociale della SACAL, nonostante le buone e proclamate intenzioni, l’amministrazione comunale lametina mostra chiari segnali di affanno perdendo di vista il delicato e difficile compito di amministrare e gestire una realtà particolarmente complessa, ai nostri giorni ulteriormente segnata dagli effetti negativi della crisi che si fanno sentire tanto sulla cosa pubblica, che sulla città e sui cittadini lametini.

L’argomento in discussione è la scelta operata dalla giunta comunale Mascaro di ricorrere all’azionariato popolare per concorrere e partecipare all’aumento di capitale sociale della SACAL con tempi e modalità che certamente non consentiranno al Comune di Lamezia Terme di salvaguardare il ruolo storico di azionista di riferimento pubblico nella compagine societaria e, di conseguenza, finire per assecondare silenziosamente ed incondizionatamente il ruolo e, probabilmente, il seguito ai soli soci d’iniziativa privata.

Viene quindi spontaneo chiedersi perché il Sindaco e la giunta comunale non hanno affrontato e perseguito fino ad oggi la ricerca di soluzioni politiche e amministrative realisticamente praticabili e sostenibili su questa pratica così difficile e delicata per il futuro della scalo aeroportuale e della nostra città.

Probabilmente sarebbe stato più opportuno, e politicamente rivelante, intercedere sulla decisione assunta dagli azionisti della SACAL (in primis i soci pubblici ed istituzionali) e convincere loro dell’opportunità di soprassedere temporalmente all’aumento del capitale sociale piuttosto che rischiare di soccombere amaramente a discapito dell’ente e della comunità lametina; sarebbe stato altrettanto opportuno ed auspicabile assumere determinazioni chiare ed inequivocabili sull’aumento del capitale sociale della SACAL in sede di approvazione e assestamento del bilancio comunale ricorrendo ad esempio all’ipotesi dell’indebitamento (utilizzando peraltro il fondo fortunatamente inutilizzato di 1 milione di euro deliberato dalla precedente amministrazione per la vertenza ICOM), all’utilizzo del fondo di riserva dell’ente a tutt’oggi disponibile, oppure all’utilizzo per i fini consentiti dalla legge dell’avanzo di gestione che ai nostri giorni risulta oltretutto certificato dai revisori.

Senza ombra di dubbio la partecipazione societaria del Comune di Lamezia Terme nella SACAL è sempre stata, è, e sarà per il futuro assolutamente strategica per la Città sul piano economico e sociale in piena aderenza con gli scopi pubblici ed istituzionali dell’ente e, pertanto, si auspica che l’amministrazione comunale si attivi celermente con tutti i mezzi a disposizione rientranti nella disponibilità economica e finanziaria dell’ente affinché il prossimo 18 dicembre all’assemblea degli azionisti il rappresentante del Comune di Lamezia Terme sia messo nelle condizioni di presentarsi con un atto amministrativo tangibile per scongiurare il concreto rischio di perdere un asset strategico per la nostra città.

In tal senso si auspica quindi ad repentino ripensamento del deliberato della giunta comunale ricorrendo invece a soluzioni che realisticamente consentiranno il mantenimento e la valorizzazione della quota societaria attualmente posseduta dal Comune di Lamezia Terme.