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San Francesco di Paola: ‹‹Patrono di tanti Stati›› nella festa della nostra Repubblica

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San Francesco di Paola: ‹‹Patrono di tanti Stati›› nella festa della nostra Repubblica

Non è un caso a Lamezia Terme che la sua festa combaci con la festa delle solennità civili: una coincidenza che sa proprio di Dio-incidenza, mi sa! Nel rammentare, infatti, tutti quegli episodi in cui il Paolano venne ad interfacciarsi con le personalità politiche più influenti d’allora come Ferdinando I, Luigi XI, Carlo VIII, Luigi XII, Lorenzo de’Medici (al quale predisse, tra l’altro, l’elezione al soglio pontificio di suo figlio, quando questi era ancora bambino, il futuro papa Leone X),  troviamo esplicita l’idea di un messaggio politico buono e giusto, solo quando si fa di ogni territorio un percorso concreto  di giustizia. D’altronde, l’equità e la misericordia sono virtù che devono essere integrate e correlate nei processi inerenti alla vita associata di ciascuna ‹‹polis››: qui si misura la ‹‹charitas›› di un buon amministratore. A questo punto, però, c’è un piccolo racconto che, a mio dire, merita attenzione, e mi va di sottoporlo all’attenzione di tanti per sottolineare un messaggio di dottrina sociale tra le sue righe: narra la tradizione che in uno dei giorni in cui il Santo era a consumare il suo magro pasto si accorse che un pittore, di nascosto, cercava di ritrarlo. Francesco, restio a qualsiasi forma di onore e venerazione, si coprì il volto con una salvietta che, per prodigio di Dio, si lasciò invece imprimere dai suoi lineamenti. Ad oggi questa reliquia è conservata in una Chiesa di Vietri Sul Mare (Salerno) e, ad occhio, mi rimanda alla sindone, per il medesimo effetto emozionale che produce.

Qualche nota a margine si fa obbligatoria: la parola salvietta [dal fr. serviette, der. di servir «servire»] è tutto un programma, perché voce umile di servizio. Nell’etimologia della sua parola, personalmente, vedo riflesse le parole di Matteo “ministrare non ministrari” (Mt 20,28), ovvero “non per essere servito, ma per servire”, peraltro a noi note perché scelte dal Vescovo di imminente entrata nella nostra Diocesi, padre Giuseppe Schillaci.   Quale occasione migliore, allora, per scuotere le Istituzioni civili ad impegnarsi più attentamente nei confronti di tutti i cittadini, sempre più assetati di vero e di giusto? Mi sa che San Francesco è stato un uomo molto lungimirante nei disegni della Provvidenza che può e sa, solo se l’uomo vuole.

 Prof. Francesco Polopoli