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Sanità a Lamezia ed in Calabria? Ecco in che modo la si pensa di risollevare!

Considerazioni a margine del Consiglio comunale allargato (di cui pubblichiamo a parte un'ampia ed esaustiva cronaca).
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Quando una sanità è malata, è malata. Lo si vede da ogni angolazione. Guardando dalla parte del cittadini, che reclamano mancanza di servizi o denunciano  prestazioni scarse o sottrazioni di competenze dal nosocomio di Lamezia, ad uno di quelli esistenti a Catanzaro. Guardando e leggendo l’ abbondanza di preoccupanti notizie pubblicate dalla stampa o ancora è malata per le incompetenze o le disattenzioni da parte di alcuni vertici della sanità regionale. Da che parte la si guardi, la sanità a Lamezia è in coma profondo. Abbandonata al suo capezzale in questo stato, anche quando il grido d’ allarme è sul tipo di richieste, di interventi urgenti e mirati e non una motivazione per farne una sorta di giochetti politici, in questo caso veramente  squalificanti, mortificanti.

Penso che ad un invito rivolto al direttore generale dell’ASP di Catanzaro, ad assessori e consiglieri regionali, a chiunque abbia la capacità mentale di suggerire una probabile via di uscita da tale stato comatoso della sanità lametina, non ci debbano essere scusanti adducendo motivi di ridotti margini di tempo, per poi boicottare una riunione seria, drammatica.

Chi si aspettava che ci sarebbero voluti i vigili urbani per far contenere il numero delle persone interessate all’interno della sala Napolitano di Palazzo di Città, è ben presto rimasto deluso. Soltanto 17 consiglieri comunali presenti e tante sedie vuote nel parterre, ove avrebbero dovuto accomodarsi tutti i rappresentanti delle organizzazioni di lavoro o sindacali, o operatori; ed anche di cittadini.

A pochi metri di distanza da questa sala municipale, sembra di ascoltare le campane a morto di un ospedale che nessuno sa ormai che fine farà. Qualcuno dice: “Chiedetelo al Direttore generale Mancuso”. Già, Mancuso … e dov’è ?
Qualcun altro ci viene incontro e ci suggerisce: “Allora chiedetelo al Presidente Talarico, lui che è lametino purosangue”. Già, Talarico … e dov’è?

Mancano anche i consiglieri comunali del Centrodestra, che sarebbero in tale stato di assenza per esprimere vicinanza a Mancuso? Vicinanza a Mancuso?

“Si, proprio così”, ci suggerisce ancora il nostro amico dirimpettaio. “Mancuso avrebbe avuto l’invito a partecipare a tale incontro soltanto 48 ore fa”.
È così? Ammesso che sia proprio così, ma quando una persona è in coma, fuori si gioca forse a tressette?
Tutti sanno che questo non è un momento bello per tutta la Sanità in Calabria ed il tutto legato alle vicende Scopelliti, che ancora non è stato rimosso dal suo incarico e che tuttora continua ad emettere sentenze. Come si fa a lanciare cotanta critica?

Leggete che cosa ha scritto sul suo conto (e quindi sulla sanità in genere) il Segretario regionale del PD, Ernesto Magorno:  “ …in questi quattro anni ha fatto scempio di questo settore e che oltremodo si è avvinghiato alla sua poltrona, rinviando le sue dimissioni e che, come riferiscono le cronache, influenza ancora i destini della sua ex giunta, arriva ad accusare il governo di essere in ritardo sulla nomina del commissario per la sanità”.
Ed in questo stato di amministrazione sanitaria regionale ha fatto le sue spese proprio il nosocomio lametino, per non parlare poi di quello di Soveria Mannelli o di altri centri urbani sparsi per la Calabria.

La colpa del direttore generale Mancuso, è stato detto nella riunione congiunta del Consiglio comunale, è stata quella di essersi sempre sottratto a riflessioni e ad analisi della sanità lametina venendo sul posto ed avvicinandosi al suo capezzale. Perché si sottrae?, chiede il consigliere comunale Vittorio Paola. Aspetta l’ok da parte di Scopelliti? Proprio all’ex governatore Scopelliti giriamo, facendolo anche nostro, l’invito che in altra sede gli ha mandato lo stesso Magorno: “Gli consiglierei di riflettere su quello che lui e la sua Giunta hanno combinato alla sanità calabrese, sulla quale sono passati sopra come solo Attila avrebbe potuto fare. Rifletta sugli ospedali chiusi, sulla Fondazione Campanella, sui calabresi che devono andare fuori regione per curarsi, sull’assistenza negata nei grandi e piccoli centri. E non serve snocciolare cifre; i risultati non sono nella contabilità ma nei disagi e nei drammi che i calabresi vivono ogni giorno sulla loro pelle”.

Come sarebbe stato bello se anche da parte del centrodestra al Comune di Lamezia ci fossero stati dei suggerimenti pratici per uscire dalle criticità e non adagiarsi su “regolette” politiche che affossano ulteriormente tali criticità e che scandiscono il “de profundis”.

Ed ora, cosa sarà?

Ci sarà un ulteriore documento, ma i documenti contengono tante parole e le parole – spesse volte – sono sempre chiacchiere.
Il Sindaco ha lanciato una proposta, certamente “provocatoria” ma che accogliamo di buon grado: riproporre questo incontro (fallito!) il giorno di Ferragosto, tanto, se un proprio caro sta morendo, chi avrà  il coraggio di andare in vacanza?