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Sanità a Lamezia, pareri contrapposti. L’On. Barbanti replica al Sen. D’Ippolito

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Sanità a Lamezia, pareri contrapposti. L’On. Barbanti replica al Sen. D’Ippolito

Riceviamo e pubblichiamo

È sconfortante che dopo anni di rivendicazioni, di proteste, di consigli comunali aperti, di decisioni della Città sostenute da imponenti manifestazioni popolari e decine di migliaia di sottoscrizioni ci sia ancora qualcuno che si attardi a rivendicare il continuo e progressivo smembramento del nostro ospedale.

I numeri e le norme dicono che non avremmo dovuto essere “spoke” perché troppo vicini a due “HUB”; i numeri dicono che avremmo dovuto avere, da “spoke”, oltre cento posti letto in più; i numeri dicono che avremmo dovuto avere, rispetto alla popolazione del lametino, una suddivisione delle risorse superiore.

La realtà visibile ha dimostrato che sulla via di questi anni non vi può essere lo sviluppo che vogliamo.

Associazioni civiche, partiti, sindacati hanno condiviso una linea comune che ha la sua base nella necessità di avere in quest’area, che tutt’insieme conta 360.000 abitanti, una programmazione sanitaria unica ed un’unica gestione.

Questo argomento, portato dal consigliere regionale lametino Scalzo in consiglio regionale, è stato condiviso da tutti i consiglieri ed anche dall’appena giunto in Calabria commissario alla sanità, e la legge regionale è stata votata all’unanimità.

L’on. D’Ippolito si mette contro e se la prende con quanti hanno sostenuto questo indirizzo e cioè praticamente tutta la Città e tutta la Città da almeno dieci anni, attraversati da amministrazioni di centrosinistra e di centrodestra.

La forza l’on. D’Ippolito non la trova in argomentazioni, proposte, progetti, programmi, finanziamenti, incremento di posti letto, nuovi primari. Ritiene l’on. D’Ippolito di essere autorizzato dal consenso che ha avuto per essere eletto. Consenso che gli è piovuto addosso in assenza di suoi impegni sulla sanità salvo quello di aver aderito alla manifestazione del 2016, alla base della quale c’era l’integrazione e della quale si è evidentemente dimenticato.

Ha organizzato un convegno sulla sanità in Città per dimostrare ai Lametini che le scelte passano per lui, per il Commissario nominato da una ministra del suo colore politico ed anche per il Dottor Scaffidi che è stato l’artefice, con l’allora presidente Scopelliti, della decisione di privarci del Polo Traumatologico Regionale già deliberato nei due precedenti governi regionali e che ha ritenuto, prima ancora di essere allontanato dallo stesso Scopelliti, di dover, a più riprese asserire che “mai traumatologico a Lamezia”.

L’on. D’Ippolito ha il dovere di dare alla Città spiegazioni e, se crede, impegni per risollevare la nostra sanità senza insultare associazioni civiche, partiti, amministrazioni comunali, consiglieri regionali.

Sebastiano Barbanti