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Sanità, per la Cisl è urgente un tavolo di confronto

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La CISL giudica con favore la volontà espressa dal Presidente Oliverio di rinegoziare il Piano di Rientro nella logica di rilanciare il Sistema Sanitario Regionale.

Lo dichiarano il segretario generale della Cisl Paolo Tramonti e il segretario regionale Rosy Perrone.

La CISL, nella consapevolezza che la sanità rappresenta una priorità

Paolo Tramonti

Paolo Tramonti

assoluta, ritiene proprio per questo che non possa essere terreno di scontro per nessuno se veramente si vuole raggiungere il risultato di avere un sistema sanitario rispondente alle necessità primarie di tutela e di cura della salute dei cittadini calabresi.In questa ottica se rivedere il piano di rientro può essere utile a tale scopo è allora importante il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati dal momento che una della maggiori problematicità del piano di rientro è rappresentata proprio dalla mancanza, o quasi, di confronto. Ad oggi si può affermare che gli obiettivi di razionalizzazione della spesa e riorganizzazione dei servizi (emergenza/urgenza, rete ospedaliera e medicina territoriale) sono ben lungi dall’essere raggiunti.

Così come necessita immediatamente porre la massima attenzione sui LEA per ridurre i tempi di attesa delle prestazioni sanitarie. Oggi la Calabria è ultima. Se a tutto ciò aggiungiamo che la mobilità passiva non accenna a diminuire è del tutto evidente che si imponga con urgenza una svolta vera.Lo si deve innanzitutto ai cittadini calabresi per i quali al danno si aggiunge la beffa: la Calabria pur essendo la Regione più povera d’Italia è tra quelle con il più alto livello di tassazione a cui non corrisponde, come si vede, una adeguata qualità dei servizi offerti.

Vogliamo dunque sapere dove vanno a finire le tasse che paga il cittadino calabrese e come si intenda arginare l’emigrazione sanitaria che costa alle famiglie, anche solo in termini di logistica, milioni di euro.Dare dunque qualità alla sanità perché sia al servizio del territorio e non viceversa, garantendo la legalità anche attraverso il potenziamento della SUA (Stazione Unica Appaltante) che deve avere potenziato il personale sia quantitativamente che qualitativamente.

La CISL Calabria lancia l’ennesimo allarme sanità sapendo che saremo conseguenti ed in assenza di risposte concrete e calendarizzate alzeremo il tono ed il livello di protesta sempre al servizio del territorio calabrese.