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Santi Pietro e Paolo: è ancora qui la festa

Lamezia ed i suoi santi: patroni o protettori
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Rispetto ai festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola e di Sant’Antonio di Padova, entrambi Santi Protettori della Città, quella dei Santi Apostoli (Patroni della Città) non hanno avuto uguale trasporto di popolo.
Eppure, una delle chiese più antiche di Lamezia è proprio la Cattedrale, costruita da monsignor Tommaso Perrone dal 1640 al 1642, alcuni anni dopo la dilagante serie di scosse sismiche che culminarono con quella più distruttiva del 1638.
Comunque, prima dell’attuale Cattedrale, ce ne furono altre due, altrove dislocate: una bizantina, costruita vari decenni dopo la vicenda terrena di Gesù e distrutta poi dai saraceni nell’anno 829, e successivamente ricostruita dalla principessa normanna Eremburga il 1100.

cattedrale1La seconda Cattedrale, quella di origine normanna, fu costruita da Callisto II il 1121, un Papa che dimorò a Nicastro per quindici giorni, nel dicembre di quell’anno, “per riappacificare i due fratelli normanni, il conte Ruggero e il duca Guglielmo”.
Le stesse fonti storiche accertano che questa Cattedrale “era stata edificata dove ora è il cortile delle Scuole Elementari Maggiore Perri”, ripetutamente danneggiata dai terremoti del 1609, 1625 e 1628 e poi rasa poi al suolo dal sisma del 1638.

Il culto ai santi Pietro e Paolo, di origine secolare, nacque e si rafforzò per il grande fascino suscitato dalle due vere e proprie colonne della Chiesa, considerati amici e testimoni di Cristo, i quali affascinarono per la loro testimonianza cristiana, culminata con l’offerta incruente della propria vita.

Se la fede Cristiana ha origine e trova fondamento nella reale presenza di Gesù, dapprima in Corpo e Sangue visibile e tangibile, e successivamente dal Memoriale dello stesso Corpo e Sangue sotto la specie del Pane e del Vino, molto suggestivo e particolarmente ecclesiologico è il rapporto che unisce il cammino della Chiesa al cammino del popolo di Dio che è in Nicastro, scandito dalla profonda influenza dei due Santi. È certo che Pietro e Paolo abbiano influito in modo straordinario nella vita dei nicastresi attraverso  i secoli.  Del resto, se in San Francesco di Paola e  in Sant’Antonio di Padova si riconoscevano giustamente eccezionali interventi divini nella loro storia per trasformare la loro vita, non si può neanche sottacere come anche i Santi Pietro e Paolo abbiano anche loro operato delle grandi cose … e tutto questo ieri come oggi.

I festeggiamenti in loro onore sono particolarmente sentiti e vivaci non tanto e non solo dal punto di vista prettamente spirituale ed ecclesiologico come lo sono le altre due festività, quanto dai cosiddetti festeggiamenti esterni, specialmente per quanto riguarda la  tradizionale fiera. Passando  allora, tacitamente e comprensibilmente, dal sacro al profano, c’è da evidenziare l’espansione incredibile degli spazi fieristici  che contengono interminabili e variegati stand fieristici all’aperto, dove si trova veramente di tutto. Una fiera che negli anni passati era lo sfogo per le tipiche lavorazioni artigianali locali: dai prodotti in vimini ed in legno alle sedie artigianali di ogni tipo; dai prodotti tipici alimentari locali ai lavoretti fatti a mano.
Oggi, anche se ancora presenti, questa produzione ha conosciuto una accelerata trasformazione nel segno della globalizzazione. Ed allora, le tipiche lavorazioni di tutti i generi non riguardano soltanto le tradizioni calabresi, quanto anche di altre nazioni, di altri mondi.

La passeggiata tra le “bancarelle” diventa anche un modo per conoscere ed abbracciare l’arte artigianale nel mondo, il tutto al pregnante odore delle salsicce cotte alla griglia con i peperoni e le patate (sempre locali), sistemate tra una bancarella e l’altra, o ai vapori dello zucchero filato o dei biscotti al miele che riescono facilmente a farvi sentire al centro del mondo … se non proprio in una strada di Bagdad ai tempi della pace.

Gli spettacolari fuochi d’artificio che illuminano il cielo nella notte lametina significano che la festa era qui, e qui è finita.
Anzi, i festeggiamenti sono finiti: nell’ordine dei festeggiamenti, i Santi Francesco, Antonio, Pietro e Paolo devono ora solo pensare ad intercedere affinché su questa  comunità, su questo territorio, ci sia sempre la loro protezione, il loro sguardo, il loro sorriso o una pacca sulle spalle, in questo mondo in affanno e così spesso infame!