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“ Di santi e di poeti … tra fede e tradizione”- Il forte e meritato successo del recital offerto dall’associazione “ San Nicola” di Lamezia

Numeroso il pubblico presente; bravissimi i protagonisti dello spettacolo. Un toccante dipinto ( olio su tela) raffigurante Cristo sofferente, donato dall’artista lametina Melina Palaia Cataldi alla comunità parrocchiale di Santa Maria Goretti.
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Una evidenza in assoluto, esternata dal numeroso pubblico presente, è stata quella dell’aver constatato che non occorrono centinaia – ed addirittura migliaia di euro – per fare cultura e per assistere a spettacoli di consistente bravura da parte di coloro che hanno contribuito a rendere vera, forte, convinta la presentazione del recital “Di santi e di poeti … tra fede e tradizione”.

Una ennesima iniziativa veramente eccezionale, questa, messa in atto dal Presidente dell’Associazione culturale “ San Nicola” di Lamezia Terme, Pino Morabito, e dalla comunità parrocchiale di Santa Maria Goretti, tramite l’opera instancabile ed interessata del suo parroco, don Pino Antotti. Una chiesa parrocchiale, questa, che è incastonata nella nuova zona sud di Lamezia Terme, al cui impatto visivo e spirituale trasmette proprio la sensazione del voler vivere una forte spiritualità mariana.

“ Di santi e di poeti … tra fede e tradizione”, dunque : un paio d’ore di allegra spensieratezza e di inculturazione di quella cultura delle tradizioni che, dopo un certo periodo di imperdonabile dimenticanza, sta tornando sempre più attuale, direi quasi “ di moda”. I centri storici, soprattutto quelli più suggestivi sparsi in tutto il comprensorio lametino, trasmettono sensazioni ed emozioni, garantendo così l’ottimo esito di quelle iniziative, soprattutto impregnate di saggezza , colorite da arguti e significativi passaggi di gioiosa ironia. Proprio come sanno fare quelli che hanno aderito all’associazione culturale San Nicola e che l’altra sera hanno regalato momenti bellissimi, ed a tratti anche commoventi e significativi, così come sanno offrire i lavori teatrali firmati da Salvatore De Biase, insuperabile protagonista sia come scrittore e come interprete, assoluto dominatore di un palcoscenico dominato dalla bravura artistica di quanti si sono esibiti.

Gioiosa, e allo stesso tempo toccante, la gag sulle condizioni del Sud e della sua gente, strappata dai suoi luoghi di origine a causa di un lavoro che maledettamente non esiste e che vanno ad interessare gli aspetti reconditi della nota “ questione meridionale”.

Cos come hanno interessato le poesie dai versi forti , spesso irrobustiti da sottile ironia e da contorni di “ strappa lacrime”, riscontro ed effetto della bravura declamatoria. Una serata, magistralmente condotta dalla giornalista Maria Scaramuzzino, brava con la sua arguzia e cultura giornalistica, ma brava anche come interprete; una serata, quindi, che è esplosa in una gioia incredibile, grazie al duetto “forte” messo in scena ed incentrato sulle figure di quei santi verso i quali i lametini ( e non solo loro) riservano un affetto ed una appartenenza socio – spirituale : Sant’Antonio di Padova e San Francesco di Paola, che l’autore ( Salvatore De Biase) ha saputo far bisticciare – l’un contro l’altro opposti-, ma che alla fine si ritrovano  a riscoprono veri amici e veri fratelli nella fede.

Le poesie sono state per lo più declamate dagli stessi autori : Ciccio Scalise; Aldo Funaro; Francesco Davoli : applausi anche per loro, segno che il prodotto offerto è sano e genuino.

I testi prescelti sono stati magistralmente interpretati da Filomena Cervadoro, Maria Grazia De Biase, Angela Isabella, Pino Mete, Maria Scaramuzzino e, ovviamente, da Salvatore De Biase.

Una serata, questa, che non è finita qui: da sottolineare le bravure di alcuni artisti: la cantante Rosa Cappelli, accompagnata dal bravo Maestro Francesco Sinopoli ( che ha offerto anche un adeguato sottofondo musicale; e l’artista Carmela Palaia Cataldi, autrice di un bellissimo e toccante dipinto (olio su tela) raffigurante il Volto sofferente del Cristo : tanti gli applausi convinti che hanno firmato, nel dovuto insieme, il successo di una bella serata, mista tra arte, cultura, spettacolo, nel pieno rispetto delle tradizioni culturali che abbondano in questo tratto di comprensorio lametino che non può abbassare la testa dinnanzi a quanti non l’hanno saputa governare.