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Sbagliare è umano, perseverare è diabolico

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Il Prof. Crocioni, redattore del PSC di Lamezia Terme, giorno 12 gennaio sarà presente nella libreria “Tavella” della nostra città, per presentare un libro che racconta la sua esperienza come urbanista, e come questa si è sviluppata negli ultimi anni nel Paese.

Pare che a questo incontro culturale, saranno presenti gli assessori uscente e subentrante del settore urbanistica di Lamezia.

Il Prof. Crocioni ha riannodato il rapporto con la nuova Amministrazione per portare a compimento il PSC, dopo avere completato la fase delle osservazioni, alle quali si dovrà rispondere in Consiglio Comunale, su proposta del progettista. In questo modo, con la firma delle osservazioni, verrà sanata anche la fase dell’adozione, che aveva registrato il rifiuto del progettista di firmare quanto è stato, poi trasmesso alla Regione.

Certamente, nulla si può dire, su quanto il recepimento delle osservazioni, inciderà sulla proposta Speranza. Ovvero se avremo un Piano Speranza, o un Piano Mascaro o molto verosimilmente un Piano Speranza/Mascaro.

Per chi ha memoria, ricorderà quante aspettative erano legate all’approvazione del PRG, si diceva che questo avrebbe risolto tutti i problemi della città, prima di tutto quelli economici; purtroppo gli anni successivi all’approvazione, hanno dimostrato che le previsioni erano sbagliate. Una voce nel deserto predisse la sciagura, in quanto un PRG, fotocopia del Pdi F, non poteva portare alcuna novità, in quanto ripetizione di uno strumento vetusto.

Oggi si rischia la stessa cosa, chi dà valore a questo PSC, strumento vuoto ed insignificante, di bassissimo profilo culturale, condanna la città ad un secondo fallimento. Nel mentre, città come Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, con il contributo anche delle Università, fanno passi da gigante, Lamezia resta al palo, vittima di una mediocrità  di cui non riesce a scrollarsi di dosso.

L’assessore Scavelli afferma con grande disinvoltura che è meglio approvare un Piano fatto male che  non avere il Piano approvato, anche perché successivamente è possibile cambiarlo. In linea di principio il ragionamento non fa una grinza, se non fosse per il fatto che chi si trova nella disperazione economica e spera che il PSC porti una ventata di lavoro e di sviluppo, deve aspettare la variante. Allora il problema che si pone è quello di verificare, quanta consapevolezza hanno i nostri governanti, del disagio economico in cui versa la città. Siamo arrivati al punto che molti professionisti si cancellano dai rispettivi Ordini professionali perché non riescono a pagare gli oneri dell’iscrizione. Se i professioni sono arrivati a questo livello di sofferenza, gli operai, i contadini, gli artigiani, i commercianti sono certamente tra quelli che vanno a mangiare alla mensa della Caritas.

Il problema è serio, bisogna che ognuno si dia una regolata, e non valuti la realtà dalla propria posizione di benessere, ma si riesca a cogliere i disagio diffuso che c’è in città. C’è chi può aspettare, ma c’è chi è già andato oltre la soglia del non ritorno, e questi esiggono che quello che c’è da fare, ed è possibile fare, si faccia, altro che aspettare.

 

Ing. Pasquale Materazzo