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Una scena gattopardesca già vista: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Il disegno “concordato” di Lamezia Multiservizi.
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Nei giorni scorsi il Tribunale di Lamezia Terme ha disposto l’omologa della proposta di concordato preventivo in continuità presentata dalla Lamezia Multiservizi spa.

Vorremmo ricordare però che l’elemento caratterizzante del piano concordato in continuità è la prosecuzione dell’attività che deve essere oggetto di una specifica previsione nel piano sulla cui base è formulata la proposta di concordato preventivo. La puntuale definizione dell’istituto è di fondamentale importanza per l’individuazione del perimetro di applicazione delle disposizioni dettate per il concordato preventivo in continuità, che riguardano l’analitica indicazione dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell’attività d’impresa, quale contenuto obbligatorio del piano, la moratoria di un anno dei creditori con diritto di prelazione, la possibilità di partecipare a procedure di assegnazione di contratti pubblici, la possibilità di ottenere l’autorizzazione al pagamento dei creditori pregressi se strategici alla prosecuzione e funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori.

 La proposta di concordato preventivo purtroppo non sposta di una virgola la condizione attuale della Multiservizi, da qui la scelta di riportare una scena scritta magistralmente da Tomasi di Lampedusa nel romanzo Il Gattopardo: Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Le società multiservizi non funzionano da anni in Italia, sono lo specchio di un fallimento organizzativo. Dietro la parvenza di una economicità dei costi si è nascosta la cellula (malata) dell’inefficienza: sprechi, mancata professionalità, contenitori di risorse improduttive. Il territorio nazionale è pieno di cattivi esempi: Palermo, Enna, Alessandria, Frosinone, solo per citarne alcune (ma sono tantissime).

La necessità di rivedere e rscena,gattopardescaazionalizzare l’organizzazione della Multiservizi deve rientrare in un progetto più ampio dell’Amministrazione Comunale e che detti strategie ed indirizzi di revisione straordinaria delle partecipazioni del Comune di Lamezia Terme. Trasformare quindi la Multiservizi in più società a responsabilità limitata ciascuna delle quali caratterizzate da un proprio core business.

La prima scelta, che riteniamo strategica, è quella di prevedere un’azienda che si occupi di “trasporti” in quanto la cronica carenza di risorse nel comparto del TPL rende necessario avviare percorsi di efficientamento non più solo interni alle aziende ma anche in termini di nuovi servizi offerti, come anche evidenziato in questi ultimi mesi da alcuni sindacati della società partecipata.

La Multiservizi di oggi non può accollarsi costi di servizi non produttivi.

Con lo stesso approccio occorre prevedere newco che si occupino della gestione della raccolta dei rifiuti, della gestione dell’acqua, servizi principi nel territorio lametino.

Le nuove forme giuridiche consentiranno di ottenere un miglioramento delle performance aziendali e un potenziamento dei servizi affidati grazie ad una maggiore snellezza operativa e ad una maggiore flessibilità organizzativa. L’apertura nei confronti del mercato, inoltre, potrà anche consentire di generare nuovi posti di lavoro, niente a che vedere con le ultime assunzione annunciate in pompa magna. I rapporti giuridici in essere, in ogni caso, ed in particolare i rapporti di lavoro in essere, a seguito della trasformazione potranno proseguire con il nuovo soggetto giuridico derivante dall’operazione di riorganizzazione straordinaria.

Innumerevoli aziende multiservizi, sull’orlo del tracollo (dopo aver toccato il fondo), hanno intrapreso nuove direzioni, cambiato il passo, offrendo ai cittadini servizi minimi (ed essenziali) di qualità. Questo può avvenire anche per Lamezia Terme, se vi è la volontà ed un progetto serio dell’Amministrazione Comunale. Altrimenti varrà sempre il motto di Tomasi di Lampedusa.

Marco Foti, Coordinatore Regionale Dipartimento “Trasporti e Infrastrutture”