Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

“Scrivo per …”

Costa così tanto concedere ascolto e cercare di risolvere il caso secondo i principi di democrazia e legalità ?
557 0
“Scrivo per …”

Riceviamo e pubblichiamo, per esplicito mandato della richiedente, la copia di una lettera aperta che la signora Anna Fazzari ha indirizzato al Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Dr Nicola Gratteri, e al Presidente del Tribunale di Lamezia Terme, Dr Bruno Brattoli, perché si risolva un caso gravissimo che si trascina da anni nell’indifferenza assoluta.

La lettera:

” Scrivo questa lettera aperta con la fiducia estrema che provo nei confronti delle istituzioni e la speranza di rafforzare quello spirito di giustizia che mi è stato inculcato dalla mia famiglia prima, dai miei docenti dopo sino alla figura carismatica e di una semplicità disarmante del prof. Aldo Moro con cui avevo avviato la mia tesi di ricerca sulle istituzioni, poi bruscamente interrottasi nel maggio del 1978.

Scrivo con lo spirito di chi crede nella parola come il più potente strumento di libertà e di democrazia e non si rassegna a tacere né a chinare il capo di fronte alle ingiustizie, pur nella quotidiana vulnerabilità dell’essere donna in questa terra.

Scrivo perché mille sono i motivi per cui chiedere a gran voce di ripristinare la legalità in questo territorio ( di cui ho mille e mille volte scritto e denunciato) ma oggi è per una vicenda personale che lede un mio diritto fondamentale, il diritto alla casa, all’abitazione, il diritto personale e sociale, funzionale al soddisfacimento di quelli che sono i bisogni costituzionali della persona.

Il diritto che mi trovo a difendere essendo stato leso, si configura a precondizione per il godimento di tutta una serie di diritti fondamentali, quali ad esempio il diritto alla salute, alla riservatezza, alla sicurezza, all’inviolabilità del domicilio ed alla mia libera scelta. Oggi più che mai è stata lesa quella che è la misura della dignità e della libertà della mia vita soprattutto in considerazione dell’inadeguatezza della mia abitazione rispetto ai bisogni miei e della mia famiglia.

In sintesi è dal 2011 che ho intrapreso una vertenza legale che riguarda la mia abitazione ed attendo a tutt’oggi una sua risoluzione , nel frattempo vivo con teloni in casa, bagni inutilizzabili senza poter fruire dell’illuminazione per corti circuiti, stanza da letto ricoperta di muffe e mobili deperiti, pericoli di cedimenti improvvisi in più stanze, in un clima generale di vessazioni e soprusi, lesivi del mio stato di salute sia fisica che psichica.

Il piacere di ospitare amici è ormai un diritto negato da anni così come di provare il piacere, dopo una giornata di lavoro, di ritornare a casa propria e sentirmi al sicuro ed in pace. Ho provato, in più modi, leciti, semplici, reali e forse per questo poco convincenti, di far comprendere a chi(tanti) si è succeduto nella gestione della voluminosa pratica giudiziale con documenti e verbali anche dei VVFF, ma il mondo della giustizia mi sembra aver assunto l’aspetto di un muro di gomma dove tutto rimbalza e l’unica a dover cadere, stremata e svilita, sono io che mi trovo a vedere ribaltata la realtà ovvia che viene restituita deformata ed erronea.

Scrivo perché forse dopo l’ennesima carta letta, sento di non aver possibilità di vedere garantita la verità vera e non come appare ad occhi prevenuti, scrivo perché non so, non capisco, non posso, non ce la posso fare con queste modalità non veritiere ;

scrivo perché non voglio pensare che la giustizia non esiste;

scrivo perché non voglio fare quello che un funzionario della polizia mi ha detto, cioè, di andare via e vendere la mia casa;

scrivo perché io, mio marito, le mie figlie, abbiamo risparmiato e fatto sacrifici per anni per pagare un mutuo interminabile, con uno stipendio da fame; scrivo perché, non mi restate che voi per avere ascolto con orecchie pulite e per avere attenzione con occhi trasparenti;

scrivo perché dopo questa lettera, sarò, contro ogni mia riservatezza e pudore, davanti al palazzo di giustizia a lottare per aver riconosciuta la realtà delle cose e non le fantasie di parti avverse e dei periti che, purtroppo, hanno ignorato l’ovvio.

Scrivo per ringraziarvi dell’ascolto e perché attendo come fa chi ha fiducia dell’attesa. Grazie. Anna Fazzari.

Lamezia Terme 15.07.2016