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Scuola di cultura politica: la conferenza del Vice Ministro Luigi Casero

Il secondo modulo del corso 2016-2017 della Scuola di cultura politica organizzata dall’Isesp con la collaborazione del DiGiEc dell’Università Mediterranea
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Il secondo modulo del corso 2016-2017 della Scuola di cultura politica organizzata dall’Isesp con la collaborazione del DiGiEc dell’Università Mediterranea è proseguito con la conferenza di Luigi Casero, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze sul tema “Digital Economy – aspetti fiscali e giuridici”: ”L’economia digitale sta intervento con sempre maggiore forza nel sistema economico nazionale stravolgendo il commercio economico, le vendite on line aumentano a livello esponenziale. E’ necessario intervenire dal punto di vista fiscale, del sistema per cercare di andare a disegnare quale può essere lo scenario dei prossimi 10 anni, evitando di intervenire sempre con norme tampone o con legislazione di emergenza.
E’ necessario – prosegue Caseroagire a livello internazionale ed europeo per creare un sistema integrato di norme che possano dare una regolamentazione. E’ un tema importante che sarà trattato nel corso del prossimo G7 finanziario di Bari dove si discuterà dei pericoli legati alla digital economy. Il rischio delle transazioni digitale è quello di portare a un crollo della tassazione. Molte aziende creano la sede legale in aree dove il trattamento fiscale è molto agevolato e questo comporta un netto calo del gettito per i singoli Stati chiamati poi a finanziare lo sviluppo e i servizi sociali. Per
questo sono necessari e urgenti accordi internazionali ed europei per normare le transazioni digitali. Dobbiamo potenziare le infrastrutture – conclude il Vice Ministro – e i collegamenti e a livello legislativo dobbiamo cercare di creare delle norme che impostino questo nuovo sistema sia dal punto di vista fiscale che dei rapporti”.
Presente all’incontro il Rettore dell’Università Mediterranea, Pasquale Catanoso.
Ha moderato, Daniele Cananzi coordinatore scientifico della Scuola: ”La sfida per il futuro è di riuscire a cavalcare il progresso. Nel digitale si potrebbe trovare un grande volano per la ripresa dei nostri territori. La Commissione europea sta puntando molto sul mercato unico digitale quale motore per il rilancio dell’intero progetto europeo”.
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Le conclusioni sono state di Nico D’Ascola, presidente della Commissione Giustizia del Senato e direttore della Scuola:” Il problema della “web tax” è un problema planetario. La soluzione passa da un accordo che dovrebbe essere preso tra i maggiori paesi industrializzati, a questi vanno ovviamente aggiunti tutti gli altri paesi perché il problema delle transazioni che avvengono attraverso i sistemi telematici riguarda tutto il mondo. Ed è un problema complicato dal tipo di imposizione fiscale. Intanto – prosegue il presidente – è necessario decidere se sottoporre a imposizione fiscale tutte queste strutture di intermediazione, di comunicazione che sono state create nel corso di questi anni le quali sono sottoposte ad imposizione fiscale nei paesi dove hanno sedi o dove hanno sede legale e non all’interno dei paesi all’interno dei quali loro operano. Il problema è duplice – continua D’Ascola – perché una volta superata la fase dell’accordo e quindi deciso di sottoporre da parte della comunità mondiale questi paesi ad imposizione fiscale anche sui territori là dove loro operano e compiono transazioni, c’è il problema di come tassarle, attraverso una imposizione diretta, con imposte dirette sul reddito o con imposte indirette sulla transazione che di volta in volta viene compiuta ovvero con una doppia imposizione che riguardi il complessivo ricavato, il reddito maturato sul territorio nazionale ma anche su ogni singola transazione. Queste società sfuggono ad una sottoposizione ad un regime fiscale coerente con la quantità delle operazioni che loro compiono e anche la quantità del reddito che riescono a produrre operando su tutto il territorio mondiale e per altro spostando le sedi legali nei paesi nei quali il trattamento fiscale è agevolato nei loro confronti. E’ un problema che la comunità internazionale deve sciogliere.
Sarebbe bello – conclude il presidente – che l’Italia divenisse promotrice di un’iniziativa che a livello internazionale la ponesse al centro dell’indicazione delle soluzioni pratiche più ragionevoli ed anche più praticabili”.