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“Se c’è qualcuno che rischia di morire in mare, si va a salvare”

Lo ha sottolineato il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, rispondendo di fatto ai tanti scettici
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Ci si avvia alla fase terminale del servizio nazionale di “Mare Nostrum” che ha in parte contribuito nel salvare la vita a migliaia di immigrati , costretti a scappare dalle loro terre dove infuriano le epidemie, le guerre , la povertà assoluta. Ed ha permesso anche di dare una sistemazione, seppure provvisoria, a quanti- giungendo sulle rive delle Regioni del Sud ed anche in altre Regioni – hanno chiesto aiuto.

A “Mare Nostrum” subentrerà un’altra missione, denominata “Triton”, più o meno con gli identici compiti di quella precedente.

Ma le polemiche ed i malumori aumentano, specialmente in quanti chiedono la totale abolizione di ogni forma di servizio a quanti si avventurano in mare per sbarcare in Italia.

In tale discussione è intervenuto il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che ha dichiarato: “Se c’è qualcuno che rischia di morire in mare, si va a salvare” , sottolineando fermamente che il salvataggio degli immigrati in mare rimane sempre una ‘mission’ alla quale l’Italia non intende sottrarsi, anche quando Mare Nostrum terminerà e sarà operativa solo Triton.

Pinotti ha aggiunto che, in questa fase, il coordinamento delle due missioni è affidato alla Marina militare.