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Secondo Crapis, Ruberto ha torto

Polemica infinita tra i due esponenti politici sulle gestioni amministrative
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E’ francamente imbarazzante dover replicare ancora ai tentativi di Pasqualino Ruberto di difendersi dalle critiche sollevate e di chiamare in aiuto qualche suo adepto (come volevasi dimostrare). Non torniamo sulle osservazioni in merito alla sua campagna elettorale permanente condotta sotto l’ombrello dei finanziamenti regionali ad un ente pubblico di solidarietà e beneficenza: abbiamo già detto abbastanza. Per chiudere la polemica e diradare ogni dubbio inviteremmo allora tutti coloro che sono interessati a capire chi dice la verità e chi no a fare la ‘prova del nove’. Chi vuole può allora cliccare su ‘La bussola della trasparenza dei siti web’, sito sotto l’egida del Ministero per la pubblica amministrazione, da qui proceda su ‘verifica sito’ e poi ancora su ‘Verifica in tempo reale (Nuovi adempimenti Dl n.33/2013)’; sulla finestra comparsa si cerchi la dicitura ‘Seleziona la tipologia’ e quindi si clicchi su ‘Altri Enti’: a questo punto s’inserisca l’indirizzo del sito che si vuole verificare, nel nostro caso’www. calabriaetica.org‘. Si avvii la ricerca ed il risultato sarà:  ‘-Risultati Indicatori Riordino Trasparenza-Numero indicatori soddisfatti: Nessuno su 67 ”. Ecco se Ruberto avesse buona volontà potrebbe approfittare dei suggerimenti che, contemporaneamente, appaiono nella finestra così apertasi per adeguare ai criteri della ‘bussola’ e alla normativa Dl n.33/2013 il sito calabroetico. Non si offenda però se a questo punto invitiamo a fare la stessa operazione inserendo il nome del sito del comune di Lamezia (www.comune.lamezia-terme.cz.it): il dato è 67 su 67.
Questi sono i numeri del Ministero tramite il sito dedicato, come ognuno volendo potrà accertare. Tutto il resto è ‘fuffa’.
A questo punto, non volendo vincere facile, eviteremmo di dilungarci ancora sulla  disamina difensiva di Ruberto, dimentico, tra le altre cose, di dirci chi sono le due unità lavorative alle voci “quadri” e “ altri incarichi” retribuite con un compenso rispettivamente di Euro 103.589,42 e 136.3650, e così solerte nell’indirizzarci alle short list, che di short hanno veramente poco essendo alcune composte da centinaia di iscritti, per indovinare tra tutti i nomi citati quelli dei fortunati 404 co.co.co., da lui selezionati con poteri monocratici e pagati milioni di pubblici euro, denari che sarebbero potuti servire per costruire strutture permanenti per la solidarietà e l’assistenza con altrettanti posti di lavoro, magari non precari e gestiti con pubblici concorsi.
Ci piace però solo notare, in ultimo, che il ‘nostro’ ha pensato bene di virgolettare e porre in testa al sito una sua frase, nemmeno tanto originale, ad imperitura memoria del suo pensiero, che evidentemente autostima molto: se non Gesù forse si sente un pò Madre Teresa.

  • DON CICCIO RIVERITO ..SE CIO’ FACESSE ..SAREBBE UN COLBO GOBBO PER L’INTERESSATO ….CHE PUBLICITA’ AVREBBE , SENZA AVER PAGATO …TROMBE E TROMBONI AVREBBERO SUONATO ED INNI DI GLORIA AMICI E COMPAGNI AVREBBERO CANTATO …MA A CHI VUOLE INTENDERE .. INTENDA .. ALTRIMENTI ORECCHIO DA MERCANTI E AD ALTRO L’ORECCHIO TENDA…RIVERISCO .. RICORDANDO CHE LA GIUSTIZIA IN ITALIA A LONGA MANO … FATTO SALVO PER IL POTENTE DI TURNO A CUI SALVANO SEMPRE IL DERXXANO …

  • Perchè sto Crapis non va alla Procura e denuncia quello che secondo esso è un reato?
    O va alla Procura oppure non rompesse i cabasissi.