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Sel e il mancato confronto in consiglio comunale sulla sanità

Per Miletta il centrodestra scappa da un confronto sulla disastrosa condizione sanitaria
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Non si può difendere l’indifendibile perché la realtà è sotto gli occhi di tutti. E allora il centrodestra lametino, quando si tratta di discutere della disastrosa situazione della sanità in un Consiglio comunale convocato ad hoc e ampiamente annunciato, che fa? Scappa. Accampa scuse puerili. Si erge sulla stampa a difesa di un DG incapace di dare risposte concrete agli utenti ma molto efficiente quando si tratta di rispondere ai suoi padrini politici.Proprio un bell’esempio di coerenza. Eppure FI e UDC erano tra i partiti che maggiormente urlavano e fomentavano la rivolta popolare contro l’evidente declassamento delle nostre strutture sanitarie. E come si impegnavano nella raccolta di firme e si spendevano in proclami carichi di orgoglio contro la regione e il capoluogo rei di essere i principali responsabili dello smantellamento della sanità lametina.

Cosi attacca la nota a firma del coordinatore provinciale di Sel, Fernando Miletta. ” Tutte parole al vento visto che dal governo regionale gli stessi partiti nulla hanno fatto per restituire ai cittadini lametini quanto loro sottratto in tutti questi anni. Non sfugge a nessuno la loro evidente ipocrisia politica, la codardia nell’affrontare a testa alta le critiche e le proteste di utenti, operatori sanitari, movimenti ed associazioni.

Ferdinando Miletta Sel

Ferdinando Miletta Sel

Se la sanità lametina funziona, se tutto è in regola, se qualcuno specula a fini politici di parte perché non affrontare alla luce del sole e nell’aula del Consiglio comunale tutti questi argomenti.O ancora meglio, visto che tra i massini rappresentanti regionali, si annovera figure politiche molto ciarliere in passato ed ora silenti, perché FI e UDC non hanno dato seguito nelle sedi istituzionali regionali ai loro proclami e non hanno cambiato leggi e disposizioni che tutt’oggi penalizzano Lamezia e i suoi cittadini.Non si può difendere l’indifendibile, appunto. Per questo non resta loro altro che scappare, sfuggire al confronto istituzionale e democratico ed addossare la colpa per il loro comportamento ad altri.Sarà interessante vedere come si comporteranno quando tra qualche mese, in campagna elettorale, si affronteranno argomenti di grande rilevanza per le sorti della Regione Calabria. Che faranno quando si tratterà di difendere il disastroso bilancio di Scopelliti, della totale incapacità di un governo regionale di fronte alle più elementari esigenze: dalla sanità all’ambiente, dalle politiche sociali ai trasporti, dall’emergenza lavoro alla questione morale.Ecco per quest’ultima sarà interessante vedere come tenteranno di giustificare tutti i fatti gravissimi che hanno caratterizzato gli ultimi cinque anni. Arresti di consiglieri regionali per mafia e voto di scambio. Lo stesso Scopelliti condannato per gravi reati penali e “dimissionato” in forza di legge e costretto a pagare all’erario 300 mila euro a seguito di una condanna della Corte dei Conti per provvedimenti amministrativi adottati da sindaco di Reggio Calabria”.

Infine Miletta ricorda che “come abbiamo verifìcato in queste ore la fantasia non difetta. Qualcosa si inventeranno. Magari si butteranno sul classico che a livello nazionale ha funzionato per molti anni: le toghe di sinistra che hanno condannato Scopelliti; i poteri forti; gli apparati burocratici ostili al cambiamento; la stampa che ha fatto cattiva informazione; i calabresi che non hanno capito.A noi, molto più modestamente, di fronte ai banchi vuoti del centrodestra in Consiglio comunale, viene in mente quasi naturalmente il titolo di un famoso film di Woody Allen che si adatta perfettamente alle condizioni di qualcuno di loro. Il titolo? “Prendi i soldi e scappa”. Azzeccatissimo!”