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Serrao: “Il CRN (Centro Regionale di Neurologia) si salva con un’integrazione fra le diverse aziende ospedaliere cittadine: primo esempio serio di una futura città metropolitana”

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«Perché non pensare seriamente ad una vera e compiuta Azienda Ospedaliera unica, chiamiamola Dulbecco, chiamiamola come vogliamo – dichiara Alfredo Serrao – che unifichi le diverse AO Pugliese-Ciaccio, MaterDomini e Giovanni Paolo II. Un’unificazione che possa essere anche come apripista a futuri ragionamenti di integrazione istituzionale fra le diverse città, ma che anticipando l’azione sul piano sanitario sarebbe un buon punto di partenza. Allora il CRN (Centro Regionale di Neurologia) potrebbe essere unico punto di riferimento di ricerca e cura nelle malattie neurodegenerative, punto di eccellenza nella nuova Azienda Ospedaliera con sede a Lamezia Terme, che dovrebbe anche e finalmente riempire di contenuti sanitari la struttura di Via Perugini.»

«Magari recuperando per come sia giusto anche il futuro del Centro Protesi punto focale di un Centro Traumatologico, integrato nel nuovo ragionamento di Azienda Ospedaliera unica. E’ da tempo ormai che si parla di sanità con l’accelerazione in campagna elettorale, all’interno delle mura cittadine di Catanzaro, dove gli esercizi sono soltanto a livello dialettico, nonostante lo spolvero del background di chi si sente attore: una specie di manifesto del cinema muto. Muto come è muto il candidato Ciconte, medico e riferimento importante quando la sanità in città diventa insieme politica e potere. Un mutismo che cerca di articolare sillabe scomposte oggi che crede di essere candidato a sindaco (non ci crede quasi nessuno), quando in realtà la storia ne ha raccolto i resti: reperti di un esercizio di potere che aveva previsto come sua vittima (di Ciconte) il reparto di oncologia del Pugliese-Ciaccio.»

«A questo punto può la sanità regionale sperare di vivere sugli appelli a volte di buon senso dei medici, dei rappresentanti istituzionali e dei sindaci del territorio? Può sembrare strano, ma la risposta è si! Non c’è altra strada in Calabria per essere ascoltati ai piani alti della Cittadella bisogna o fare gli appelli, oppure fare lo sciopero della fame. Ed una volta che si è riusciti ad essere ascoltati, – sottolinea Serrao – bisogna capire se, l’orecchio raggiunto è sordo o intenzionalmente sordo. Mistero.»

«Lo stesso mistero che ormai aleggia come un avvoltoio, sul destino del Centro Regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme. Ha ragione la dottoressa Amalia Bruni, direttore del centro, quando afferma: “ciclicamente la Regione si dimentica di noi”.»

«Ma, se già di per se questa sola affermazione ha un suo peso, ancora più grave è capire che in Calabria chi governa si è letteralmente dimenticato di tutte le malattie neurodegeneravite, Alzheimer in prima fila. Di converso come una beffa il CRN (Centro Regionale di Neurogenetica) di Lamezia è un’eccellenza assoluta nel panorama della ricerca in sanità a livello nazionale.»

«Questo mutismo istituzionale non solo sta finendo di uccidere i malati di Alzheimer per loro caratteristica, purtroppo, muti ed invisibili, ma rischia di seppellire ogni ipotesi di rilancio organizzativo e funzionale del sistema sanità nella città di Catanzaro e nel comprensorio di Lamezia
Terme.»