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Si concludono oggi le manifestazioni di protesta dei sordi in Calabria

Iniziate da martedì con sit in nelle vari prefetture per sensibilizzare e chiedere l'inclusione sociale
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Dalla giornata dell’11 Novembre 2014, sono iniziati i sit – in indetti dall’Ens Ente Nazionale Sordi ONLUS (ENS) e si concluderanno oggi nella città di Reggio.
I soci Ens del catanzarese partendo dalla propria sede hanno raggiunto la Prefettura di Catanzaro e così sulla piazza antistante hanno inneggiato i cartelloni: “Diritto all’informazione alle persone Sorde” – “Riconoscimento Lingua dei Segni – Convenzione ONU art. 21 – Legge 18/2003” – “Accessibilità e inclusione sociale alle persone sorde”.Attraverso un serrato volantinaggio le ENS_volantinopersone si sono incuriosite e fermate per chiedere e sapere, a volte, anzi, nella maggior parte dei casi ignari delle problematiche e disagi delle persone sorde. Ci si chiede, allora, come può una persona sorda inserirsi in una società, come quella italiana, in cui si disconosce che esistono persone alle quale non viene garantito il diritto costituzionale di scegliersi la lingua con la quale comunicare, diaccedere al sistema di informazione e di istruzione alla pari degli udenti, di ricevere risposte in tema di lavoro- economia-welfare perché lo Stato non ha gli strumenti di comunicazione per interagire con il mondo dei sordi? La protesta è una denuncia forte quasi da ultimatum, contro i ritardi del Parlamento Italiana, del Governo e quindi di tutto l’apparato pubblico per una ingiustificata discriminazione o peggio ancora una reiterata e indegna indifferenza generale.

Una delegazione dei manifestanti sono stati ricevuti dal Prefetto S.E. Dott. Raffaele Cannizzaro. Erano presenti il Presidente della Sezione ENS di Catanzaro Sig. Serafino Mazza, il suo Segretario dott. Aurelio Miriello, i consiglieri Annunziato Lo Scalzo e Franco ENS--Antonio-cav.-MIRIJELLO-PresidenteLiparota, il Presidente del Consiglio Regionale ENS Calabria Cav. Antonio Mirijello, il delegato
quale coordinatore regionale della protesta “Obiettivo Lis” Francesco Scalise, il responsabile della R.I. del Territorio Lametino Teresa Maiolo e alcuni soci Ens.Un dialogo bello, sincero e fuori da ogni retorica. Gli interventi Ens si sono susseguiti nei racconti di vita quotidiana esponendo le difficoltà, a volte l’amarezza di sentirsi soli, abbandonati e quasi inutili.I problemi presentati al Prefetto hanno una radice comune, quella del riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana (LIS) e Lis tattile per le persone sordo-cieche, quale lingua ufficiale della comunità dei sordi, perché, prendendo spunto dalla relazione di Francesco,giovane sordo,

rappresenta la nostra lingua madre, e riconoscerla significa riconoscere la
nostra dignità di persone.

S.E. il Prefetto, ha attentamente ascoltato e potuto ascoltare grazie alla presenza della Dott.sa Lucrezia Scalise quale traduttore Lis e ha accettato benevolmente un piccolo scherzo: il Presidente Mazza ha cominciato a comunicare nella sua lingua la Lis e quasi ad imbarazzo attendeva la traduzione. Il silenzio l’ha fatto da padrona e lo stesso ha proseguito dicendo “non conosco la Lis e non comprendo ciò che mi sta dicendo”. Senza la figura del traduttore Lis l’incontro sarebbe stato annullato per un confronto impossibile da realizzare!

Questa è la grande denuncia e rivendicazione che i sordi hanno fatto con questa giornata. Nelle riflessioni del Prefetto si sono evidenziati la condivisione e la solidarietà sulle problematiche dei sordi, facendo presente che alcuni passi sono stati fatti in tal senso, ma tanto ancora lo Stato Italiano deve farne attraverso il suo potere legislativo. I sordi hanno ancora una volta alzato la loro voce! E l’eco delle manifestazioni che si terranno fino ad oggi in tutta Italia davanti alle relative Prefettura, giungerà a Roma per dare forza, cuore e anima alla manifestazione Nazionale del 20 Novembre prossimo.

Tutto questo, è stato riferito al Prefetto, è l’inizio di una battaglia sociale perché consta della dignità di uomini e donne ai quali la vita non è stata molta benevola. Continuerà, se necessario, nel tempo con più forza e coraggio per interpellare e responsabilizzare le Istituzioni, gli organi dello Stato, i politici (i grandi assenti in questa manifestazione) e informare sempre più la società civile, le famiglie, i cittadini.