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Si ritorni alla politica vera e ad un suo protagonismo responsabile.

“Lamezia Live” lancia la sfida” : si contribuisca nel partecipare attivamente e costruttivamente per far svolgere il giusto ruolo alla politica.
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Si ritorni  alla politica vera e ad un suo protagonismo responsabile.

In rapporto alle notizie variamente diffuse dai mass media, ed ai susseguenti commenti che si affollano sulla platea di una stanca, indifferente politica, vien modo di chiedersi in quale rapporto si muove la politica a livello nazionale, regionale e locale, con un gap di misurazione sempre più appesantito dalla mancanza di “fervore” politico o, meglio, di difesa rigorosa del proprio ambiente, dei propri corregionali, dei propri concittadini.

Mi spiego meglio: se a distanza di qualche mese, ancora, dalle elezioni lo stallo nell’attivismo politico e del ruolo che avrebbero potuto e dovuto incarnare i vari gruppi e movimenti politici si fa sempre più “ extra large”, significa che ancora non siamo in grado di affrontare- limpidamente e costruttivamente- le delicate scelte politico – amministrative.

Basti iniziare dalle consultazioni elettorali per il rinnovo di Camera e Senato, per arrivare via via alla scelta dei consiglieri alla guida della propria città, e di una Città – peraltro- ( Lamezia Terme) dove ogni passo sbagliato significherebbe influire sui delicati interventi per la ripresa della rotta, attualmente e totalmente alla deriva.

Eppure i cittadini – elettori invocano la presenza di responsabili dibattiti pubblici per avere un quadro del “materiale” che si avrà di fronte nel momento in cui varcheremo le soglie delle cabine dove possiamo, e dobbiamo, lasciare che la democrazia svolga il suo ruolo e faccia da muro ad alcune paventate “ vie di fuga”, soprattutto quando andremo a muoverci con le scelte di politica nazionale. Ed invece prendiamo atto che, specialmente dalle nostra parti, mancano del tutto i confronti, i dialoghi, gli approfondimenti e tutto ciò che caratterizza quella parte di protagonismo attivo.

A distanza, ormai, di qualche mese dal periodo elettorale ( i lametini avrebbero sul ruolo delle scelte sia le elezioni nazionali, sia quelle regionali  e quelle comunali), quale candidato lametino saprebbe dare una valutazione allargata a 360 gradi, e per quali programmi, e con chi?

Di tanto in tanto il silenzio “misterioso” viene “squarciato” da qualche sirenetta politica che è più come un “piangere” sul morto che altro di diverso; e ciò per farci sentire poi dire che questo non funziona, che quell’altro anche, e da quell’altro “anche” ancora, che rende “incupidito” il volto di una città che eppure “ è bella”, per come ha avuto modo di evidenziare l’altra sera il Vescovo della Diocesi lametina, Monsignor Giuseppe Schillaci. Ma la bellezza vuole le sue cure particolari e responsabili: si direbbe, con un motto commerciale”: la Natura crea e l’uomo distrugge”.

L’apatia si fa spazio tra questi strani andazzi che spuntano come funghi nella vita politico, amministrativa, sociale e culturale che sia. Il tutto mentre tra i giovani, che sono come il motore pulsante di ogni politica di sviluppo. si assiste invece ad una pericolosa via di fuga . Non ce ne siamo forse accorti: ma ci siamo incamminati in direzione di una inevitabile “desertificazione diversificata”; e ciò quando le nostre giovani generazioni andranno ad invocare più presenze di immigrati; forse quegli stessi che oggi stanno morendo sul mare e sulle sue rocce della paura e delle morti. Tale esigenza sempre più allargata la possiamo del resto già scorgere dalla realtà stessa dei fatti, se è vero – com’è vero, purtroppo, – che stiamo già assistendo ad una ripopolazione dei nostri pur incantevoli centri storici urbani laddove avevamo impiantato radici robuste con le nostre storiche famiglie.

E’ oggi evidente, quindi, che non possiamo affatto scherzare con i pilastri della storia e della nostra stessa storia, che – come tutte le altre cose – ha i suoi puntuali, precisi ritmi di vita.

Si ritorni, dunque, alla politica vera ed al suo protagonismo responsabile. Tutto il resto, direbbe in canto Califano in un suo brano di successo, “ tutto il resto è noia” e tutto il resto è preda di “culture di morte”, citando sempre il Vescovo Monsignor Schillaci.