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Sinistra italiana : si parte

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All’indomani dell’affollatissima assemblea romana che segna la nascita di un nuovo gruppo parlamentare, ‘Sinistra Italiana’, sento di rivolgere un appello a tutti coloro che a Lamezia non hanno più una casa politica nel centrosinistra; a tutti quelli che, da più tempo o solo di recente, non hanno riferimenti certi nella sinistra nazionale e calabrese, o perché nauseati in genere dalla politica o perché delusi rispetto alle speranze riposte a suo tempo nel partito democratico. Non sto parlando della solita sinistra estremista e incontentabile. Quando leggo nelle cronache italiane che perfino un parlamentare come Franco Monaco, ex-Margherita vicinissimo a Prodi e fondatore dell’Ulivo (venne a Lamezia per promuovere la nascita del Pd nel 2007) non esclude una scissione, insoddisfatto profondamente delle politiche di Renzi, vuol dire che questa volta qualcosa di profondo si sta rompendo nel Partito democratico.

Le ragioni, è inutile ripetercelo, appartengono tutte ad una insofferenza verso scelte che di sinistra non sono, spesso dettate dalla convenienza del momento, non di rado intrise di note populiste o, peggio, attente alla pancia di un certo elettorato di centrodestra, quello che evade il fisco o, se non lo fa, considera le tasse una grande ed evitabile iattura (tanto poi i soldi per pagarsi le medicine o un esame o un ricovero in clinica non mancano).

Con l’assemblea di Roma al teatro Quirino qualcosa si è mosso. Noi di Sel a Lamezia siamo convinti che sia quanto mai necessario un nuovo soggetto politico che ridia voce e spazio ad idee di sinistra nel paese, fuori da neoliberismo dominante che ha fatto il suo tempo ( e i suoi disastri economico-finanziari) e che ora anche l’America comincia a rifiutare. Naturalmente dovrà essere un progetto che non voglia confinare la sinistra ad una funzione di pura testimonianza e che si misuri con una capacità progettuale e di governo forte, ricca di idee e di proposte, aperto e non settario. Che, soprattutto, non voglia essere una ridotta di reduci ma si alimenti dell’entusiasmo di giovani donne e giovani uomini con la voglia di cambiare dal profondo il paese, che rimetta in gioco noi stessi, i nostri ruoli, facendo emergere una nuova generazione di dirigenti che guarda alla politica con passione e non come ad un mestiere o a una opportunità per fare affari.

Ritengo che per la storia della sua sinistra, vecchia e nuova, moderata e radicale, anche a Lamezia questo nuovo soggetto possa trovare ampia attenzione, e non solo nella tradizionale sinistra ‘stretta’: le vicende di questi anni dimostrano, infatti, e a iosa, come ci sia e si sia espressa anche elettoralmente una larga fetta di popolo che non si è mai riconosciuta pienamente e a fondo nel Pd e nelle sue politiche, pur magari votandolo in qualche elezione, più perché rappresentava il ‘meno peggio’ che per convinta ed entusiastica adesione. Membri di associazioni o singoli che, impegnati  su vari fronti, hanno cercato in questi anni, senza trovarlo, un terminale politico che li rappresentasse, li accogliesse, li facesse discutere, li mettesse in relazione. Forse ora c’è la possibilità di dare uno sbocco a questo sentire. Noi, da parte nostra, metteremo a disposizione le nostre forze per far decollare questo progetto e per creare le condizioni di un confronto e di un dialogo tra tutti quelli che non considerano il Pd come il loro destino.

Giandomenico Crapis