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Siulp Catanzaro: carenze organico forze di polizia: «Le spese per la sicurezza siano un investimento non un peso sul bilancio»

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«Le vicende che hanno colpito la comunità di Squillace negli ultimi tempi riportano all’attualità il tema della carenza di organico delle forze di Polizia.

All’indomani degli attentanti incendiari che nel giro di qualche settimana hanno distrutto un ristorante e un lido hanno indignato gente comune e istituzioni che a gran voce chiedono un maggiore controllo del territorio. Per garantire questo, più volte abbiamo chiesto l’incremento dell’organico proprio per intensificare i servizi di prevenzione e specialmente quelli investigativi nel comprensorio».
Sono queste le parole del Siulp catanzarese che ancora una volta rimarca la carenza di organico nelle  Polizia di Stato in ambito provinciale.
«Inoltre – continua il Siulp –  abbiamo più volte  richiesto l’istituzione di una sezione del Reparto Mobile o del Reparto prevenzione crimine nel capoluogo, considerato anche che, a livello logistico, la struttura del Polifunzionale di Cavita è in grado di assicurare una sistemazione idonea. Proprio attraverso l’istituzione di questo reparto – spiega il Siulp – si potrebbe sgravare la Questura dagli attuali esorbitanti carichi di lavoro. Lavoro che negli ultimi anni è aumentato esponenzialmente nonostante una importante diminuzione dell’organico a causa delle scellerate politiche dei Governi che si sono avvicendati. Attualmente, ad aggravare il tutto, gli uffici investigativi continuano a svolgere il loro lavoro nonostante la competenza interprovinciale (Catanzaro, è competente infatti anche per Crotone, Cosenza e Vibo) grazie soltanto allo spirito di abnegazione dei colleghi, raggiungendo anche notevoli risultati. Il Siulp da sempre si batte contro le carenze di organico, e ha più volte suggerito l’istituzione di un commissariato distaccato nel soveratese, dove gli episodi di criminalità organizzata non mancano. Oggi le politiche del Governo spacciano le molte chiusure degli uffici di polizia come riorganizzazione e/o razionalizzazione. Negli ultimi anni in Italia si sono persi ben 15mila unità e molti sono vicini alla pensione grazie anche al blocco del turn over applicato. Forse – conclude il Siulp – è il momento di fare scelte totalmente diverse e considerare le spese per la sicurezza del nostro paese un investimento e non una spesa nel bilancio».