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Slowfood, parole e cibo

Sintesi dell'evento letterario di oggi
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Nell’ambito della manifestazione letteraria “Parole nel vento”, Slowfood ha presentato il libro di Cinzia Scaffidi “Parla come Mangi”, presso la biblioteca comunale di Lamezia Terme.
Parole e cibo, l’autrice infatti sceglie 100 vocaboli per parlare di cibo, dalla A di agricoltura alla Z di zappare, il libro è un viaggio semantico, un viaggio nel quale si scopre cosa ci sia dietro al cibo attraverso le parole.

Parole della tradizione come festa e conserve, o parole desuete  e nel tempo cambiate come zappare, che veniva  usato in senso dispregiativo per indicare un lavoro tra i più umili ed è invece ora rivalutato, zappare infatti vuole dire riappropriarsi della terra e delle nostre radici, o ancora la parola orto, altra parola rifiorita, utilizzata nei più svariati ambiti, per esempio sentiamo parlare sempre più spesso di orto scolastico o di orto urbano.

Ad introdurre il libro della Scaffidi è Patrizia Costantino dello Slowfood di Catanzaro.

Un’altra parola che Cinzia inserisce nel suo vocabolario del cibo è etichetta, ma la sua è un’etichetta narrante, cioè non un semplice elenco di ingredienti,ma la narrazione delle storie e della fatica che c’è dietro un prodotto. Buono, pulito, giusto, la filosofia di Slowfood del mangiare bene è presente in tutto questo libro.

Il cibo diventa allora messaggio,il corpo si nutre di cibo  come la mente si nutre di conoscenza, ma  allora anche la conoscenza può passare per il cibo, mangiare può voler dire inghiottire il mondo. Quello di Cinzia Scaffidi non è di certo il primo libro che mischia cibo e parole, ha precursori illustri come Pantagruelle di Rabelais, o Sapere Sapore di Calvino. Educare al sapore del sapere, questo l’intento del libro e di Slowfood in generale.

L’origine del libro sta in una piccola ossessione che risale alla mia infanzia, la mia maestra era anche mia zia, quindi in classe non riuscivo a chiamarla maestra, perciò avevo disagio a chiederle le cose che non capivo, allora andavo a casa e cercavo sul vocabolario, ecco da dove parte la mia mania per le parole.

Parla l’autrice Cinzia Scaffidi

Capirsi sulle parole diventa fondamentale, bisogna intendersi sul loro reale significato ed uso, con il mio libro ho provato a fare un pò di ordine, per costruire non un elenco di termini slegati tra di loro ma una ragnatela,  il mio libro non è un vocabolario ma somiglia di più ad una scatola di lego che ti offre gli strumenti e per poi costruirci qualsiasi cosa. Ogni volta che una parola viene usata in modo diverso dal suo vero significato assistiamo ad un tradimento. Rimanere fedeli alle parole è un modo per rimanere vivi, questo non vuole dire non cambiarle ma vuole dire sapere utilizzarle e sapere il loro percorso, il loro flusso.

Conclude l’autrice.

Cibo e letteratura, un incontro non solo possibile ma necessario, per conoscere, distinguere e assaporare cibo buono, bisogna saperlo chiamare con il giusto nome.