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Soppressione del Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Lamezia Terme

Nota di Danilo Greco, Presidente dell'Associazione Terra Futura
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Tutto ebbe inizio con la chiusura dell’Asl qualche anno fa, e da lì in poi, un passo dietro l’altro la sanità lametina viene smontata. Questa volta tocca al Centro Trasusionale, polo di eccellenza e punto di riferimento dell’intero circondario lametino. Viene soppresso (rimane aperto infatti solo il servizio prelievi) perché non rispondente ai requisiti minimi in termini di quantità di trasfusioni, infatti con una norma che sembra fatta ad hoc tutti i centri sotto le 6 trasfusioni al giorno verranno chiusi, peccato che Lamezia si fermi a 5,9.

Con decreti che sembrano delle prese in giro si determinano le sorti dei territori e le vite dei lametini. Una soppressione che comporta intanto delle problematiche tecniche di fruizione del servizio, d’ora in poi il centro trasfusionale più vicino per un lametino sarà, ovviamente, a Catanzaro. Ma questa è anche una soppressione che fa parte di una quadro più ampio di depotanziamento della nostra sanità. Giusto per fare degli esempi:

Per ogni cittadino lametino l’Asp destina 1/3 dei fondi che destina per ogni cittadino catanzarese; per ogni cittadino lametino ci sono 1/3 dei posti letto che ci sono per ogni cittadino catanzarese

C’è la precisa volontà di spingere i lametini ad usufruire dei servizi sanitari non più a Lamezia, ma piuttosto a Catanzaro. Incrementando così, l’enorme economia, l’enorme giro di soldi che esiste dietro la sanità.
Ai danni della nostra città vengono perpetrati dei veri e propri soprusi, nel totale silenzio della classe politica.

Lamezia è una città debole, una città incapace di difendersi e di fare valere le sue ragioni.

È arrivato il momento che i lametini difendano da sè la loro terra. Non si può più aspettare che lo facciano i nostri politici perché in più di quaranta anni non lo hanno mai fatto. Dobbiamo commissariarli. Dobbiamo pensare Noi a difendere il Nostro territorio. E allora, attorno a questa chiusura, a questo ennesimo scippo ai nostri danni e a favore di Catanzaro, siamo tutti chiamati a ribellarci. Dobbiamo creare il clamore necessario ad invertire questa decisione. Lo scandalo dello 0,1 non può passare sotto silenzio, ne va della nostra dignità di lametini.