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Il “ dopo Spagna – Italia” : una riflessione dopo una attenta analisi sui “perché” di una sonora sconfitta.

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“ Ci vien la voglia di piangere …” :qualcuno ha così imprecato ieri notte dinnanzi agli schermi televisivi per assistere alla severa lezione impartita dalle “ furie rosse” della Spagna ai nostri azzurri smarriti ed umiliati, ma entro i confini del lecito.

Diciamo la verità: siamo tutti indignati per come si sono spese fiumare di euro per “galoppare” sugli entusiasmi di un calcio / mercato impazzito e diseducativo che ha umiliato i valori cardini del calcio ( e non solo) ed in faccia a coloro che vengono ritenuti ( e lo sono, purtroppo) gli scarti della società proprio perché non hanno i soldi per dormire in un letto o di mangiare un panino al giorno!

Certo: non bisogna passare da eccessi di lodi e di entusiasmi ad eccessi di imprecazioni nei momenti in cui andiamo a raccontare la nostra versione sul dopo Spagna – Italia.

Né possiamo avanzare scusanti alcune, giustificandoci con l’assenza di Chiellini; o la tattica sbagliata inventata da mister Ventura; o la bravura di Isco, di Iniesta e del loro portiere che ha tolto dalla rete due velenosi palloni dei nostri attaccanti.

Né, ancora, possiamo aggiungere che i calciatori italiani hanno ancora pochi minuti di gioco nelle loro gambe rispetto ad avversari che spuntavano come matti da ogni parte e che facevano quel che volevano fare, ridicolizzandoci.

Una sconfitta che inguaia , e non di poco, Buffon e compagni, eliminati dall’accesso diretto alle finali del prossimo campionato del mondo a Mosca e costretti a giocarsi nei play off un accesso dalla porta secondaria, facendo diventare dei “ mostri” del calcio i prossimi avversari , Israele ed Albania!

Ma bisogna ammettere, e darne giusto e sacrosanto merito, che gli iberici sono avanti anni luce con l’interpretazione del calcio e con la giusta applicazione in campo.

Ventura, CT Nazionale

Questo non lo abbiamo fatto nel momento in cui siamo stati spavaldi nello schierare una formazione largamente di attacco, come un voler dire agli avversari” : Giochiamo con quattro avversari, tanto non vi temiamo”. E gli spagnoli, portando riverente attenzione nei nostri confronti, non hanno messo un solo attaccante in campo contro di noi, ad eccezione  dell’ex juventino Morata, che però è entrato in campo nei minuti finali e segnando di par suo. Queste sono vere e proprie lezioni da cui far tesoro: umilmente e con spirito costruttivo.

E da qui ripartire, ad iniziare dal prossimo venerdì contro Israele, se vogliamo vivere notti azzurre ad inizio della prossima estate con la competizione mondiale di Mosca.