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Tempo stringente, problematiche galoppanti, momenti bui e sentori di battaglie. Seppur a livello politico, sono pur sempre battaglie, le cui schermaglie sono già in piedi da qualche settimana a questa parte … vuoi anche per la dichiarata volontà del Sindaco Gianni Speranza ad accettare una candidatura alle primarie per il centrosinistra o per il quasi ritorno anticipato alle urne per ciò che concerne la consiliatura comunale lametina.

A distanza di pochi giorni da una nostra precedente intervista, condita da non non poche polemiche, ritorniamo sul “luogo del delitto”, incontrando il Sindaco nel mentre si sta svolgendo la “passeggiata” (l’ultima della serie) di ricognizione delle opere pubbliche portate a termine, o quanto meno avviate, dalla gestione Speranza. Ecco cosa abbiamo domandato a Gianni Speranza.

Come sta vivendo, Sindaco, questo momento che possiamo tranquillamente considerare da architrave tra un’esperienza politico-amministrativa già in prossimità del “sciogliete le righe”, ad una nuova probabile avventura alla Regione Calabria?
Sto facendo solo il Sindaco: questa è la verità. Quindi, non sono sospeso tra le due cose alle quali accennava lei. Siamo qui dalla mattina alla sera con l’attenzione rivolta alle opere pubbliche e con tutte le varie problematiche del Comune. Perciò mi va di specificare che questa non è una attività prevalente, ma è l’unica attività che sto svolgendo. Per adesso è così.

L’altro giorno, Vendola ha pubblicamente dichiarato che la candidatura Gianni Speranza è l’unica credibile per questa Calabria che vuole voltare pagina, riprendendo fiducia ed ottimismo. Quanto la incoraggia una attenzione simile per scommettere ad andare avanti e spingerla verso un suo successo elettorale?
In merito, quel che posso ora dire è questo: io penso che l’esperienza amministrativa maturata in questi anni, proprio perché è stata dura, faticosa, con grandi successi ma anche con difficoltà varie e senza alcun limite, mi pone nella condizione non di fare qualche chiacchiera sulla Regione, ma di rivedere completamente quel che bisogna fare: in Calabria bisogna completamente cambiare. E cambiare significa che bisogna rompere con la casta, con i privilegi. Lo vediamo anche in questi giorni; l’articolo che ha scritto Stella sul “Corriere della Sera” dell’altro giorno dimostra che non solo il Consiglio e la Giunta regionale devono cambiare pagina, ma che in Calabria c’è una classe dirigente che non vuole assolutamente dare inizio a delle novità, a dei cambiamenti, con i sacrifici che bisogna fare. Cioè, un Sindaco deve sbattersi senza soldi e senza indennità, quasi, con 10 mila problemi da affrontare e risolvere. Ed invece vediamo la vicenda di questi giorni, quando questo Consiglio e questa Giunta regionale fanno nomine che incidono nei prossimi anni nella vita calabrese e come se niente fosse. Addirittura si parla in Calabria, ed in Italia, di una legge che è stata fatta pur sapendo che è in costituzionale e tutto ciò per prendere tempo pur di non andare a votare. Si va avanti con una logica che è l’opposto di come deve essere effettivamente gestita. La gente semplice non ha bisogno di una Regione/Ministero, di una Regione accentrata, di una Regione che spenda molti soldi. Ha bisogno, invece, dell’opposto. Ha bisogno di una  Regione semplice, di una Regione che spenda poco, non solo con pochi consiglieri e con meno indennità, ma con gente che ci lavora dentro e con stipendi come lo sono gli altri. Ed invece stiamo assistendo a questa corsa al lusso, ai soldi, ai privilegi, mentre c’è sempre più povertà fuori e c’è sempre più disoccupazione.

Noto un Sindaco già carico per affrontare le durissime battaglie elettorali che ci separano da qui a poco. Ma le chiedo: il momento di crisi che sta attraversando la sinistra, come del resto anche la destra, è quello ideale per affrontare anche le tante sfide interne, come ormai leggiamo ogni giorno?
Io penso che invece sia una necessità. Penso che se in Calabria non si cambierà tutto, si continuerà ad alimentare una situazione letale, nella quale può succedere qualsiasi cosa. Poi non ci dobbiamo lamentare se siamo costretti ad accettare che una persona – come è successo la scorsa volta in Calabria – , quando si è candidato, è andato a casa di un boss ed ha chiesto: “fammi diventare consigliere regionale, dammi i voti del clan”. Arriviamo al dunque: vogliano evitare queste cose?

Bisogna avere il coraggio di rompere tutto e costruire il tutto su altre basi.

Sindaco, usciamo per ora dalla politica e debordiamo un attimo: ma ha visto quanta e quale bella natura attorno a noi? (siamo sul lungomare del Cafarone, n.d.r.) Una natura ancora selvaggia, aggressiva, semplicemente stupenda.
Siamo effettivamente in questa zona bellissima, dove c’è anche un bellissimo lungomare che è quasi finito. Oltretutto c’è un bosco che sprigiona veramente del fresco; è stupendo. Un luogo dove si può star bene anche in un’ora solare come questa: è mezzogiorno e non avvertiamo affatto il caldo.

Mi sarei aspettato che il Sindaco chiudesse l’intervista così: provare per credere!