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Speranza lascia un’eredità pesante di 37,5 milioni di euro di debiti alla comunità lametina

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Nel corso della mattinata si è tenuto al Palazzo di Governo l’incontro con il Prefetto Raffaele Cannizzaro richiesto dai consiglieri Nicola Mastroianni, Armando Chirumbolo, Massimo Cristiano, Costantino Isabella e Bruno Tropea all’indomani dell’ultimo Consiglio comunale che avrebbe dovuto trattare la spinosa questione dei rimborsi IMU e addizionale IRPE 2013 a seguito della nota sentenza di condanna del Consiglio di Stato nei confronti dell’attuale amministrazione comunale. Questa e molte altre criticità sono state oggetto del confronto durato poco meno di due ore con il Prefetto Cannizzaro che ha accolto la sollecitazione e si è reso prontamente disponibile a supportare tutte le istanze meritevoli di attenzione da parte delle Istituzioni sovraordinate dello Stato in tema di trasparenza, di rispetto delle regole e della legalità a garanzia dell’esercizio democratico dei diritti della comunità. Tra le questioni emerse e su cui si è dibattuto, i consiglieri comunali presenti all’incontro hanno tenuto a ribadire la preoccupazione per la tenuta generale dell’ente che a fronte di uno scampato dissesto finanziario rischia concretamente di rinviare di solo qualche tempo il problema alla futura amministrazione che guiderà la città.

Il Prefetto Cannizzaro dal proprio canto ha assicurato un tempestivo intervento nei confronti dell’amministrazione per la mancata adozione del bilancio previsionale 2014 entro il 30 settembre come fissato in forma prescrittiva dal Ministro dell’Interno . A margine dell’incontro con il rappresentante del Governo, i consiglieri comunali si sono soffermati ad approfondire nel merito il parere formulato durante il fine settimana dal Collegio dei Revisori dei Conti NON ANCORA PUBBLICATO ALL’ALBO PRETORIO ON-LINE DEL COMUNE alla stregua di una richiesta avanzata sempre nei giorni scorsi dal consigliere Nicola Mastroianni. Un lungo elenco di debiti e criticità costringono il collegio dei Revisori a dare parere negativo alla proposta di bilancio preventivo 2014 presentata dalla Giunta Speranza; una serie di debiti che non trovano copertura nel bilancio e che potrebbero esporre il comune ad un sicuro dissesto se non verrà immediatamente avviato l’iter di approvazione del piano di riequilibrio decennale.

L’organo di revisione del Comune di Lamezia nella relazione rileva che gli squilibri in bilancio sono strutturali e sostanzialmente imputabili alle seguenti cause:

 

  1. Il disavanzo dell’esercizio 2013 da coprire è pari ad euro 3.199.570,08;
  2. I fondi vincolati da ricostituire ammontano ad euro 9.139.805,47;
  3. I debiti fuori bilancio da riconoscere per come segnalati dai vari settori sono pari ad € 1.498.161,31
  4. Inoltre c’è un debito da rilevare di 572.187,07 verso la multiservizi Spa;
  5. L’Istituto Tesoriere Banca nazionale del Lavoro segnala che sussistono a data odierna procedure di pignoramento per euro 5.735.981,59
  6. Una cifra che potrebbe arrivare fino ad 6.467587,50 per debiti da rimborso IMU 2013
  7. Una cifra che potrebbe arrivare fino ad 1.000.000,00 circa per rimborso IRPEF 2013
  8. Un debito nei confronti della Multiservizi pari ad € 10.506.627,00
  9. Un debito potenziale da quantificare visto il ricorso pendente al Consiglio di Stato stimato in 15.779.000,00 secondo perizia per la sentenza ICOM

I revisori segnalano inoltre che gli equilibri sono influenzati inoltre dalla previsione di entrate tributarie che non risultano pienamente coerenti con le effettive capacità di riscossione. Nel merito, il collegio segnala la scarsa capacità di riscossione dei tributi in generale e dell’IMU in particolare.

Il collegio segnala che il Comune ha una capacità residua di indebitamento (e quindi di contrarre mutui e prestiti) molto vicina ali limite di legge con il 7,73% con il limite massimo (8,00%) previsto. L’organo di revisione conclude l’esame del bilancio preventivo con un PARERE NEGATIVO, invitando il comune ad attuare un piano pluriennale di riequilibrio, considerato che il bilancio preventivo 2014 non contiene le misure idonee a ripristinare gli equilibri. L’ombra del dissesto quindi torna a farsi viva dalle parte di via Perugini con il sindaco Speranza troppo impegnato nella imminente campagna elettorale per le regionali per occuparsi delle sorti del suo ex comune, alla luce delle conclusioni a cui è pervenuto il collegio dei Revisori sarebbe opportuno chiedere alla Giunta Speranza e all’assessore al bilancio:

  1. Perché non è stato ancora predisposto il piano di riequilibrio decennale e perché il bilancio di previsione è stato redatto senza tenere in considerazione le stringenti norme che l’adesione al piano di riequilibrio sottoporrà l’ente, tra cui:
    a) una maggiore copertura dei costi (quindi aumento delle tariffe) per asili nido, mense, parcheggi, strutture sportive, piscine, teatri, musei, servizi cimiteriali come illuminazione votiva ecc.
    b)la copertura integrale dei costi della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e del servizio acquedotto;
    c)INOLTRE in ipotesi poi che venga utilizzato il fondo di Rotazione governativo per la copertura dei debiti comunali (ipotesi molto probabile se si vuole evitare il dissesto) avremo anche per tutta la durata del piano decennale
    -aliquote e tariffe comunali nella misura massima prevista (TASI, IMU, IRPER, TARI)
    -Blocco TOTALE dell’indebitamento per investimenti
    -Rideterminare la dotazione organica dichiarando eccedente il personale in sovrannumero rispetto ai rapporti medi dipendenti-popolazione, di cui all’articolo 263, comma 2, fermo restando l’obbligo di accertare le compatibilità di bilancio. La spesa per il personale a tempo determinato deve essere ridotta a non oltre il 50 per cento della spesa media sostenuta  per l’ultimo triennio antecedente  (art. 259, comma 6). E Blocco delle assunzioni per tutto il piano di riequilibrio
  1. Perché sono state deliberate aliquote TASI, IMU, IRPEF e le altre tariffe prima dell’approvazione del piano di riequilibrio pur sapendo che l’approvazione del piano di riequilibrio potrebbe portare ad elevare al massimo tutte le tasse.
  2. Se si è coscienti che la mancata approvazione del piano di riequilibrio, il mancato aumento delle Tasse (per soli fini elettorali pur conoscendo la situazione debitoria in cui versa l’ente) potrebbe esporre l’ente al dissesto e gli amministratori alle relative conseguenze tra cui responsabilità patrimoniale e incandidabilità decennale

 

Per ragioni di logica e di opportunità politica è quindi auspicabile che sia maggioranza che minoranza votino contro l’approvazione del bilancio di previsione per non rendersi complici di eventuale dissesto e quindi di ulteriori responsabilità che potrebbero emergere e consumarsi a danno dell’ente e dell’intera comunità lametina.