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Speranza non apre alle larghe intese di Maiolo

Anzi guarda ai delusi, ai cinquestelle, mentre il centro destra non ha affrontato a Roma la questione candidatura per governatore
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Speranza non apre alle larghe intese di Maiolo

Il dibattito nell’area magmatica del centro sinistra sembra farsi più difficile e dimostra più chiaramente i punti di debolezza o la difficoltà a trovare una sintesi, che possa determinare un’ampia unità.

Dopo il confronto acceso per la scelta dei candidati alle primarie ed il metodo, spunta un’altra questione. Dialogare o no con parti del centro destra, che tra l’altro non ha tenuto la riunione romana per iniziare a decidere il candidato.  Creare un’area vasta che ripeta una governabilità nazionale? Insomma stando a quello che nei giorni scorsi ha detto il consigliere regionale Mario Maiolo, un’intesa ampia che governi l’emergenza Calabria.

Chi risponde in modo puntuale a questo tentativo che in altri periodi veniva chiamato governissimo è il sindaco di Lamezia Gianni Speranza, terzo candidato alle primarie del centro sinistra. Maiolo lancia la sua proposta forse con l’intento di aprire un varco nella sua coalizione e superare gli attuali assetti, coinvolgendo una parte del centro destra, non sappiamo se attaccato al potere o con intenti di salvare una Calabria in una situazione difficile.

Certo una proposta simile potrebbe scompaginare ulteriormente tutto. Infatti Speranza rispedisce duramente al mittente l’ipotesi e guarda sempre più verso i grillini. In una sua nota presente sul profilo Facebook sottolinea l’impossibilità a dialogare e tanto meno a governare con il Nuovo Centro Destra di Scopelliti e con Forza Italia di Tallini.

Il problema in Calabria è proprio l’esistenza di quel “partito unico trasversale” che ha inquinato la vita politica della regione, il trasformismo dilagante che ha permesso di transitare da uno schieramento all’altro interi gruppi pur di rimanere al potere. Per questo è arrivata l’ora di #cambiarelacalabria e di farlo davvero. Insisto – dice Speranza – su questo perché in Calabria non c’è solo un problema di ricambio generazionale, c’è innanzitutto la necessità di cambiare strada. Nei giorni scorsi mi sono rivolto ai tanti elettori che hanno manifestato la loro protesta votando 5 stelle, ai tanti altri che hanno scelto di non votare, alla sinistra diffusa che non si sente rappresentata, alle forze civiche e associative che in questi anni hanno dimostrato concretamente, a livello locale, di volere e sapere cambiare. Con tutti loro può iniziare un nuovo cammino. La sfida del cambiamento è ora e io mi auguro sinceramente che, dopo tante occasioni sprecate, insieme questa volta questa sfida la si voglia raccogliere.