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Sulla scelta del candidato a Sindaco il gruppo consiliare lametino dell’UDC bacchetta Galati

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Premesso che FI nella sua “intimità politica” possa scegliere il suo possibile candidato a Sindaco, gli eventuali futuri assessori, lo staff dirigenziale ecc ecc, riteniamo che preliminarmente dovrebbe porsi come obbiettivo il successo elettorale frutto magari di una condivisione programmatica e di una democrazia partecipata, facendo tesoro degli errori passati che ci hanno “condannati a non governare” questa città nell’ultimo ventennio.  Scelte imposte come sempre da chi, anche oggi continua ad utilizzare imperterrito il criterio del “dividi ed impera”. A fronte di ciò appare davvero difficile comprendere come si possa cogliere la vittoria nei confronti del centrosinistra – che ha disamministrato Lamezia, se nel centrodestra – e nello specifico in FI – si perpetuano ancora alchimie che tanti guasti hanno prodotto in questi ultimi due lustri e che hanno di fatto “regalato” la città ad una minoranza che ha vivacchiato grazie a logiche perverse di chi ha costretto il centrodestra a subire umiliazioni pesanti nonostante avesse i numeri per legittimarsi alla guida del nostro Comune.

Lo affermano in una nota stampa i membri del gruppo consiliare dell’Udc, Francesco Chirillo, Francesco Ruberto, Francesco De Biase, i quali non fanno di certo i complimenti all’On. Galati che, secondo gli scriventi, ” ha tentato ancora una volta (per fortuna senza riuscirci) e con metodi non proprio ortodossi, contestati di fatto anche dai suoi stessi “compagni di percorso”, con a capo anche l’aspirante governatore Wanda Ferro, di accreditarsi nei confronti dei quadri dirigenti regionali e nazionali di Forza Italia, quale “designatore” incontrastato del futuro candidato a sindaco. Questa volta però le cose non sono andate nella direzione sperata, e per il bene di Forza Italia e del centrodestra nel suo complesso, Galati dovrà prendere atto del fallimento di una linea politica che, se perpetrata sine die, porterebbe il partito di FI e quanti decidano di seguirli in questo percorso alla deriva. Il mondo sta cambiando e ormai sono finiti i tempi del “vassallaggio” e della sottomissione”.

I rappresentanti dello scudo crociato non ci stanno ad una individuazione del candidato a sindaco del centrodestra calato dall’alto, soprattutto dopo gli esiti nefasti che questo metodo ha prodotto nelle ultime due tornate elettorali “oggi si tenta ancora di avvicinare qualificate figure, senza dubbio stimati professionisti, oltre a ingenui “creduloni” per ripercorrere sentieri già battuti e riconsegnare per la terza volta consecutiva la città al centrosinistra. Ebbene, noi diciamo con forza “no” a queste pratiche e ci appelliamo a tutti i partiti e movimenti del centrodestra affinché si mettano da parte personalismi e “appetiti” ormai desueti e lontani da una serena crescita di tutte le forze in campo ma principalmente della nostra amata città.  Il centrodestra non ha bisogno di forzature di qualsivoglia maniera. Il centrodestra a Lamezia è storicamente maggioranza e nessuna persona di buon senso, e che vuole il bene della città, dovrà consentire più fughe in avanti a discapito del dibattito interno e della sana dialettica democratica, basata sulla meritocrazia e sulla programmazione. L’individuazione del futuro candidato a sindaco dovrà avvenire con la massima trasparenza e senza “imprimatur” di chi ha dimostrato di non possedere le caratteristiche di una vero leader, accumulando negli anni solo sconfitte e brutte figure. Crediamo che il sindaco della terza città della Calabria non può essere deciso a tavolino tra pochi e “prediletti intimi” a maggior ragione se la città esce da anni bui in cui è stata relegata da una maggioranza comunale incapace di rilanciare l’economia di un territorio ricco e di grande fascino naturale”

Chirillo, De Biase e Ruberto, infine, tracciano le linee guida da percorrere per avvicinarsi alla prossima campagna elettorale amministrativa ” una città delusa e presa in giro; un Comune portato al fallimento amministrativi e con i cittadini costretti loro malgrado a sopportare il peso di un risanamento finanziario che imporrà grandi sacrifici a tutti. Per uscire da questa situazione occorre dunque una scelta ponderata; affidare le possibilità di affermazione a un sindaco dotato di capacità programmatiche e progettuali che possano da subito imprimere un cambio di rotta. attrarre investimenti, puntare sullo sviluppo peculiare dei territori,in una visione armonica di crescita che consenta  lo sviluppo di una città che ha bisogno di ripartire in fretta e dimenticare dieci anni di isolamento e oscurantismo. Stigmatizziamo pertanto i tentativi di sfuggire a scelte democratiche che dovranno invece caratterizzare la discussione per arrivare all’individuazione di una figura garante e garanzia di sintesi. Siamo certi che su questa linea programmatica e organizzativa, troveremo appoggio e consensi da tutte le forze che hanno a cuore il cambiamento e il rilancio della città di Lamezia Terme”.